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Siracusa, rilancio del trasporto ferroviario: Princiotta e Zappulla “assumere decisioni importanti e non più rinviabili”


princiotta - zappulla Siracusa Times (2)News Siracusa: la stazione ferroviaria della città, attuale snodo regionale lungo l’asse sud orientale e luogo di partenza dei treni nazionali per tutta Italia, sta vivendo, da tempo, un progressivo declino.

Certo è che, ammodernare l’intero sistema infrastrutturale rappresenta oggi, per l’intera regione, un’esigenza. Esigenza che potrebbe incontrare un primo, seppure parziale, soddisfacimento proprio con il rilancio del trasporto ferroviario.

E’ venuto il momento di dire e scrivere parole e, soprattutto, realizzare fatti chiari e inequivocabili sul ruolo delle ferrovie siciliane e della Sicilia Orientale in particolare“. E’ una riflessione trasparente, dritta al punto, quella del deputato nazionale del Partito Democratico Pippo Zappulla. 

“Siracusa rimane, allo stato, per lo più solo sulla carta, stazione di testa – precisa la consigliera comunale del Pd Simona Princiotta –. Ovvero parliamo di quella struttura dove si dovrebbero comporre e scomporre i treni merci e passeggeri a lunga percorrenza, dove si devono pulire e manutenzionare i treni stessi. L’idea definita ormai tempo fa individuava nelle sedi di Palermo e Siracusa le due stazioni di testa della Sicilia”.

Urgenza, premura ed impellenza spingono i due esponenti PD a sollecitare interventi sostanziali: “Per mantenere questo ruolo bisogna assumere decisioni importanti e non più rinviabili, prevedere progetti, investimenti e risorse adeguate – affermano Zappulla e Princiotta -. Occorre intanto consolidare la fossa di manutenzione e la platea di lavaggio già realizzata a Pantanelli. Bisogna rilanciare, finalmente, lo scalo merci di Pantanelli, sede e struttura intermodale immaginata e costruita per rappresentare luogo fondamentale per lo scambio, carico e scarico delle merci agricole e non solo e di tutte le operazioni connesse e collegate per il trasporto di lunga percorrenza.

Interventi sostanziali che non possono non sconvolgere interessi ed equilibri economici di un sistema oramai quasi obsoleto. “Per far ridiventare il trasporto ferroviario – concordano Zappulla e Princiotta un vettore conveniente per le Imprese e per i cittadini bisogna velocizzare i tempi del trasporto e rendere competitivi i costi. Questo non potrà avvenire se si mantiene un unico binario tra Targia e Bicocca. Superare questa strozzatura e la conseguente lentezza è un ostacolo che bisognerà porsi e soprattutto affrontare e risolvere. Si ritiene troppo oneroso prevedere il raddoppio totale del collegamento? Si punti almeno alla velocizzazione. Si intervenga con tutti i mezzi tecnici e tecnologici possibili per ottenere il risultato, compreso quello di prevedere modifiche parziali del percorso, a partire dal superamento del tratto che attraversa il cuore dello stabilimento di Priolo”.

Occorre – continuano i due – decidere di programmare due bretelle di collegamento con il porto commerciale di Augusta e con l’aeroporto di Catania. Se ne parla da troppo tempo, sono pure circolate notizie rassicuranti ma certezze di tempi, risorse, progetti che risulta siamo a quasi zero“.

Ma immaginare il collegamento diretto tra Siracusa e l’aeroporto di Catania – spiegano congiuntamente Zappulla e Princiotta – potrebbe da solo rilanciare e di molto l’utilizzo della treno a condizione però che si velocizzino i tempi di percorrenza e si attrezzi una adeguata area parcheggio custodita a Siracusa. Utilizzare l’area prospiciente la Stazione Centrale di Siracusa, ormai da tempo inutilizzata, per un grande capolinea dei mezzi di trasporto urbani ed extraurbani e al contempo un parcheggio per mezzi privati non è fantascienza né complicatissimo da realizzare”.

Le scelte ultime assunte da Trenitalia e Rfi – affermano i due esponenti PD – sono contraddittorie. Perché se da un lato si attivano importanti collegamenti diretti tra Siracusa e Palermo, si preannunziano significativi interventi di ammodernamento della rete siciliana dall’altro si programma la interruzione della continuità dei trasporti e dei collegamenti prevedendo la composizione dei treni a lunga percorrenza non più a Palermo e Siracusa ma a Villa S. Giovanni e a Reggio Calabria. Una palese istigazione ad abbandonare il vettore ferroviario e in implicito la dichiarazione di morte delle ferrovie siciliane“.

“La Sicilia – dichiara Zappullanon merita anacronistici piagnistei di un modello politico fallimentare ma infrastrutture e servizi all’altezza della sfida dello sviluppo e della insularità. Abbiamo bisogno di far funzionare tutti i sistemi di trasporto rendendoli efficienti e collegati e integrati tra di loro. Solo così si potrà offrire alle Imprese, all’economia e ai cittadini una offerta imponente e importante nella quantità e nella qualità. Per questo – afferma il deputato nazionale – mi sono rivolto al ministro Delrio e al presidente della Regione Crocetta perché le scelte da assumere sono prima di tutto politiche, perché la Sicilia ha bisogno di definire anche una rete di costi dei trasporti piu’ bassa del resto d’italia. Economia, merci e turismo si promuovono anche con collegamenti moderni e veloci e con costi fortemente competitivi. E questo vale per ogni vettore dei trasporti. Perché dopo il contratto di servizio definito positivamente tra regione e Trenitalia – conclude l’Onorevole – si concordi un programma della Regione Siciliana con il sistema ferroviario nazionale che deve avere questo respiro e un’idea chiara e precisa dei trasporti e delle necessità della regione“.

Per chiedere che il futuro della stazione di Siracusa, dello scalo Pantanelli, della possibilità di realizzare un terminal dei bus almeno extraurbane nelle immediate vicinanze della Stazione, incentivare le corse su Fontane Bianche nel periodo estivo anche la domenica e i festivi, per realizzare il treno locale del barocco e delle più bellezze paesaggistiche del nostro territorio che – dichiara infine la consigliera comunale Princiotta – mi rivolgo al Sindaco Garozzo e all’Assessore al ramo Grasso perché questi temi diventino importanti non solo per il sindacato, le forze sociali ed economiche ma per l’intera città assumendo tutte le azioni e le iniziative necessarie”.

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