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Siracusa. Rifiuti, in Consiglio Comunale si cercano soluzioni verso l’uscita dall’emergenza


rifiuti borgata 3 - siracusatimesNews Siracusa: discariche piene, servizio di raccolta rifiuti in tilt e cittadini smarriti. Succede a Siracusa, come in molti altri Comuni della Provincia e della Sicilia. Nel capoluogo aretuseo, si è svolto oggi un tavolo di confronto sull’intero ciclo dei rifiuti in provincia per uscire dalla crisi, con iniziative concrete e di lungo respiro. Questa la proposta avanzata al termine del consiglio comunale aperto sul tema dei rifiuti tenuto stamattina. La riunione è servita anche a illustrare le iniziative che l’Amministrazione sta mettendo in campo sulla scorta dei poteri straordinari concessi ai sindaci con l’ordinanza del presidente della Regione del 15 luglio. La proposta del tavolo tecnico è stata formulata da Massimo Milazzo, primo firmatario della richiesta di adunanza aperta alla quale hanno risposto solo il deputato nazionale Giuseppe Zappulla e quello regionale Stefano Zito, oltre all’associazione Rifiuti Zero. Il presidente Santino Armaro, chiudendo la seduta, si è impegnato a dare seguito alla proposta di Milazzo coinvolgendo nuovamente le deputazioni, le istituzioni e i soggetti che hanno competenza in materia di rifiuti.

Il dibattito è stato aperto proprio da Milazzo, che ha stigmatizzato l’assenza dei deputati regionali (l’onorevole Zito è arrivato qualche minuto dopo) ma ha anche contestato la maggioranza che sostiene il governo regionale, ritenuto essere il primo responsabile dell’attuale situazione. Quello dei rifiuti è uno dei principali problemi della Sicilia anche per le ricadute sul turismo, ha detto Milazzo, che poi ha definito “strampalata”  l’idea di portare la spazzatura fuori dall’isola perché comporta maggiori oneri per i comuni e per i cittadini. Il consigliere ha poi denunciato i ritardi accumulati dalla Regione sulla discarica di Costa Gigia, ad Augusta, che è chiusa dal 2014 e da 5 anni attende le autorizzazioni per l’ampliamento.

Dopo l’ordinanza del presidente della Regione di venerdì scorso che fissa in 170 tonnellate (20 in meno del necessario) il limite di rifiuti che la città può conferire in discarica (LEGGI QUI).

“Non siamo stati inermi – ha detto Garozzo -. La situazione di oggi è frutto di quella ordinanza, che però ha il merito di assegnare poteri straordinari ai sindaci”. In questo senso, in accordo con il gestore e compatibilmente con la disponibilità dei mezzi e delle risorse umane e finanziarie, è stato deciso di incrementare i livelli di differenziata: raccolta porta a porta per carta e cartone e due passaggi a settimana per la raccolta della plastica (l’ordinanza potrebbe essere pronta domani). E poi: aumento dei controlli e lotta a chi abbandona i sacchetti fuori dai cassonetti; collaborazione con Protezione civile e associazioni di volontariato; attivazione di un sistema di premi per chi si reca ai centri comunali di raccolta; capillare attività di sensibilizzazione per la quale ha chiesto anche la collaborazione dei consiglieri comunali.

Per Pippo Zappulla, l’emergenza di oggi è frutto di sottovalutazioni politiche e di un sistema che portato anche ad arricchimenti illeciti. Dopo avere criticato l’ordinanza del 15 luglio, il parlamentare ha illustrato le sue soluzioni contro l’emergenza: un confronto immediato tra il governo regionale e la sua maggioranza all’Ars; riapertura di tutte le discariche pubbliche ma dopo averle dotate di biostabilizzatori; conferimento dei rifiuti fuori della Sicilia; incremento dei livelli di differenziata; cabina di regia coordinata dal governo nazionale.

Cetty Vinci ha chiesto risposte sui ritardi per Costa Gigia ma ha anche accusato l’amministrazione comunale di inerzia nonostante le nomine di consulenti che sono costati alla collettività. Immediata la replica del sindaco Garozzo, che ha rivendicato il bando di gara per il nuovo servizio i cui ritardi sono da imputare a chi ha espletato la gara e ai ricorsi presentati dalle aziende partecipanti.

Salvo La Delfa, dell’associazione Rifiuti Zero, ha proposto la costituzione di una task force per aumentare i livelli di raccolta differenziata e ha auspicato un maggiore coinvolgimento nelle scelte di ristoratori e albergatori perché anche da parte loro si arrivi a un corretto smaltimento della spazzatura. Infine ha chiesto di lavorare affinché i cittadini utilizzino maggiormente i centri comunali di raccolta (LEGGI QUI).

Ha puntato il dito contro la Regione, Fabio Rodante, che ha evidenziato la mancanza di un piano per la Sicilia e le tante leggi prodotte e rimaste inapplicate. Poi, però, ha accusato l’amministrazione comunale di non avere dato seguito ai numerosi atti di indirizzo prodotti dal Consiglio in materia di rifiuti e si è chiesto perché solo adesso, in emergenza, si sia deciso di potenziare la raccolta differenziata.

“Il sistema dei rifiuti è inefficiente perché si vuole che sia sempre in emergenza – ha detto Stefano Zito –che ha evidenziato inoltre i ritardi nel dotare la Sicilia di impianti moderni. Il parlamentare regionale ha proposto di individuare nelle aree ex Asi luoghi per lo stoccaggio e il riciclo della differenziata”.

Salvo Sorbello ha detto che: “ i consiglieri, anche quelli di opposizione, non faranno mancare il loro apporto in questa fase ma che la collaborazione va cercata sempre. Sorbello, dopo avere stigmatizzato il tempo perso nella redazione di un nuovo bando accantonando quello predisposto dalla vecchia Giunta, ha denunciato un sistema di raccolta differenziata in città che ha risultati molto scadenti, costa al Comune 600 mila euro e non porta introiti”.

Giudizio positivo sulle iniziative annunciate dal sindaco è stato espresso da Alessandro Acquaviva, che però ha sottolineato due criticità. La prima riguarda gli sfalci di potatura, spesso gettati nei cassonetti, ingombrandoli, e che invece richiederebbero una raccolta di prossimità se non porta a porta; la seconda è il compostaggio, oggi fatto male anche per colpa delle Regione.

Anche Gaetano Firenze ha parlato della necessità di un più stretto coinvolgimento delle attività commerciali che producono quantità importanti di rifiuti. Poi, ha chiesto al sindaco: per il futuro, una interlocuzione più stretta con il consiglio comunale e ha sottolineato l’assenza dei deputati regionali. “Per questo motivo – ha aggiunto – invito il sindaco a prendere l’iniziativa”.

Alcune soluzione per l’immediato sono state avanzate da Giuseppe Assenza. Intanto una maggiore attenzione per le zone balneari; poi la richiesta di dotare ristoratori e albergatori di contenitori per la differenziata e di individuare aree di stoccaggio per i rifiuti che giornalmente non possono essere portati in discarica. Anche Assenza ha rivolto l’attenzione alle aree ex Asi e in particolare alle grandi vasche dell’impianto di chiarificazione non più utilizzate. Cosimo Burti ha respinto l’immagine di un’amministrazione comunale inerte, ricordando il bando per il nuovo servizio, l’apertura del centro di raccolta di Targia e il potenziamento di quello di via Elorina. “L’Amministrazione – ha detto – ha fatto molto; le iniziative annunciate oggi ci dicono che siamo sulla strada giusta”.

Per Salvatore Castagnino, la colpa dell’Amministrazione è stata di non avere monitorato con i gestori della discarica la quantità di rifiuti che era possibile conferire e ha annunciato, in tal senso, la presentazione di una richiesta per conoscere quanti contatti ci sono stati tra gli uffici e i gestori. Castagnino non ha negato le colpe della Regione e ha chiesto che la mancata raccolta dei giorni scorsi determini una riduzione di spesa sul servizio. Infine, le conclusioni di Milazzo e l’invito al Consiglio di svolgere un ruolo da protagonista attraverso l’istituzione di un tavolo di confronto. Un moderno servizio di igiene pubblica, ha detto, oltre che salvaguardare l’ambiente può essere occasione di sviluppo e di lavoro.

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