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Siracusa ricorda il “prodigioso sudore” del simulacro marmoreo di Santa Lucia: un’intensa esperienza tra arte e cultura


News: con “Il prodigioso sudore. Cronache del 6,7 e 8 maggio 1735”, Dario Bottaro e il prof. Michele Romano hanno dato vita ad un momento importante per la memoria storica e cultuale della nostra città.

Siracusa e Santa Lucia, un binomio inscindibile, ripercorso nella storia del primo trentennio del Settecento, caratterizzato dall’ascesa al trono di Carlo VI imperatore d’Austria e dal successivo declino dell’impero austriaco, costretto ad arrendersi definitivamente agli Spagnoli spalleggiati dai Francesi, con la resa di Siracusa. Storie di guerra che coinvolsero il regno di Napoli, con Palermo, Messina e infine Siracusa. Ed il 6,7 e 8 maggio del 1735, la presenza della Patrona e Concittadina Lucia, si faceva “segno visibile” nel sudore scaturito da volto, mani e piedi della statua di marmo di Gregorio Tedeschi, che la realizzò un secolo prima. Un sudore “vero, reale e miracoloso” così come proclamato il 20 gennaio del 1736, dalla Curia di Siracusa che aveva sottoposto il fatto al vaglio di teologi ed esperti.

Una conversazione – quella tenuta al Sepolcro della Santa – che si è trasformata in un excursus storico artistico riguardante la statuaria, dalla scultura fiorentina che ha portato il Rinascimento in Sicilia, vedendo molti grandi artisti all’opera, tra Palermo e Siracusa, e fra questi lo stesso Tedeschi.

Un tornare indietro nel tempo, fino a Michelangelo e al Maderno, per approdare infine alla soave e delicata bellezza della nostra S. Lucia “colcata morta” (citando il contratto stipulato dal Senato di Siracusa con lo scultore Tedeschi).

Un momento di intensa esperienza d’arte e committenza, condotto magistralmente dal prof. Romano che, con la sua arte oratoria ha incantato i presenti e li ha condotti in un viaggio figurativo per l’Italia, sottolineando l’importanza di artisti ed opere come la S. Lucia venerata al Sepolcro, che meritano certamente di essere riscoperti e valorizzati.

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