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Siracusa. Question time, intervento del presidente del consiglio comunale Armaro


News: sulla seduta di ieri, tutta destinata al question time (leggi qui), il presidente del consiglio comunale, Santino Armaro, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Per la prima volta dopo molto tempo, in una seduta dedicata al question time, ieri i consiglieri comunali sono riusciti a illustrare tutte le loro 22 interrogazioni e ad ottenere – ad eccezione di un solo caso – risposta dall’Amministrazione, presente in aula con gli assessori interessati e molti dirigenti. Al di là delle legittime divergenze di opinione, ritengo questo un dato rilevante perché significa avere lavorato proficuamente (e ringrazio i colleghi, purtroppo pochi, che sono rimasti fino alla fine delle quasi 6 ore di seduta) e avere valorizzato il ruolo dei consiglieri nello svolgimento di uno dei momenti più qualificanti della loro funzione.

Il question time non è regolamentato dalle nostre norme interne: un vuoto che deve essere colmato al più presto. Nell’attesa, stiamo faticosamente tentando di definire una prassi oggettiva e valida sempre; ad ogni modo, ritengo che sia stato fondamentale avere garantito ai consiglieri la possibilità di ricevere una risposta ai loro quesiti ed avere evitato che si aprisse un dibattito su ognuno dei punti in discussione. Avere consentito questo ha comportato, in passato, lo scioglimento anticipato delle sedute, la mancata risposta a molte interrogazioni e, quindi, la mancata tutela degli interessi dei cittadini rappresentati in consiglio comunale. Le risposte dell’Amministrazione sono state considerate in qualche caso soddisfacenti in altri casi no, ma ciò attiene alla normale dinamica politica. Sono sicuro che i consiglieri insoddisfatti trarranno dalla seduta di ieri motivi per incalzare ancora di più assessori e dirigenti.

Certo, colpiscono le immagini dell’aula quasi deserta nonostante i 24 presenti a inizio lavori. Devo rilevare che ieri l’assise non era convocata per deliberare e, dunque, come accade in altre circostanze, non era necessario disporre del numero legale. La presenza in aula durante i lavori – a parte i casi di assenze giustificate – è un problema che riguarda la coscienza e la sensibilità di chiunque si impegna in politica. Me per primo”.

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