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Siracusa, Protesta silenziosa per Alberto Scuderi a Roma: “il caso potrebbe arrivare in Senato”


scuderi roma - siracusatimesNews Siracusa: Alberto Scuderi è giunto al quarto giorno di sciopero della fame. E’ arrivato ieri a Roma e davanti al palazzi del potere manifesta in maniera pacifica per chiedere soluzioni rispetto ad una crisi, quella dell’ex Provincia, sua e dei suoi colleghi, preoccupati per il proprio futuro occupazionale e della mancanza di pagamento degli stipendi (Leggi qui).

“Dopo la tragedia del sisma che ha colpito il centro Italia, non mi sento più in vena di protestare in prima linea o con il dito alzato per attrarre a tutti i costi l’attenzione degli uomini  della caput mundi. Adesso, il terremoto e le vittime a pochi chilometri da qui”.

“Intanto, probabilmente, la vicenda sarà sottoposta alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta dal senatore Luigi Manconi”. Ancora alcune considerazioni partono dal dipendente del Libero Consorzio.
“Bisogna evitare– scrive Scuderi – che oltre al danno ci sia la beffa: i lavoratori vengono segnalati quali cattivi pagatori nel caso mostrano difficoltà nel rimborsare il finanziamento “richiesto” per l’assenza di stipendio o viene costretto a pagarlo ad un tasso più alto.Così, tutti richiederanno oltre ai danni patrimoniali, anche quelli derivanti dalla svalutazione monetaria, gli interessi maturati dei debiti contratti, il risarcimento dei danni morali e da stress. Chi pagherà ?”.

“Superata questa fase emergenziale e di lutto nazionale-conclude il lavoratori dell’ex Provincia- in assenza di soluzioni al “caso siracusano”, mi riservo di mettere in atto ulteriori azioni volte a ri-sensibilizzare, in modo più penetrante, gli effetti della situazione sociale derivante dal mancato pagamento degli stipendi che, sottolineo, è aggravata dal regime di esclusività, imposto ai dipendenti pubblici dall’art.98 della Costituzione, e che si traduce nell’impossibilità di realizzare un introito economico alternativo per sé e la propria famiglia diverso da quello elargito dal proprio datore di lavoro, tutt’oggi inadempiente”.

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