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Siracusa. Progetto Res, Cafeo: “Auspicare il ritorno della Politica per la comunità, necessità di fare le cose”


incontro-res-siracusatimesNews Siracusa: una massiccia presenza di pubblico ha salutato a Siracusa la nascita del progetto Res, presentato nel corso dell’iniziativa Un Sì per il futurosvolta la scorsa domenica 27 novembre.

Ad illustrare il manifesto e le tematiche di Res il coordinatore Giovanni Cafeo che ha successivamente introdotto e moderato il dibattito alla presenza dell’onorevole Emanuele Fiano, responsabile della segreteria PD per le Riforme Istituzionali e Sicurezza, Andrea Romano, co-direttore dell’Unità, Fausto Raciti, segretario regionale del Pd e Marco Monterosso, segretario cittadino. Anche il segretario provinciale del Pd, Alessio Lo Giudice, ha portato i suoi saluti tramite video messaggio.

Auspicare il ritorno della Politica per la comunità, con al centro la necessità di fare le cose, dalle più piccole alle più importanti: questo è, per Giovanni Cafeo, uno degli obiettivi principali di Res, movimento quanto più lontano dall’idea di una nuova corrente interna al Pd ma invece vicinissimo alle reali necessità dei cittadini, il cui rapporto con la politica è, non per colpa loro, gravemente incrinato.

Per ottenere questo, secondo Cafeo, “è necessario interrompere la negativa prassi della delegittimazione dell’altro. La scelta migliore è infatti quella che nasce dal confronto, per questo lo consideriamo strumento di elaborazione e crescita. Esso presuppone il riconoscimento delle idee altrui, anche se opposte alle nostre, con la consapevolezza però di far parte della stessa comunità”.

Grazie a questo referendum, stiamo cogliendo l’opportunità di riavvicinare il popolo alla politica: così ha detto Fausto Raciti nel suo intervento d’esordio, facendo notare di aver partecipato a più incontri per questo referendum che per le elezioni politiche (forse sbagliando!ha aggiunto sorridendo).

Molto interessante è stato il dibattito sul merito delle ragioni del Sì al referendum costituzionale, con Emanuele Fiano in grado di ribattere punto per punto alle critiche più diffuse sulla riforma. L’onorevole Fiano è stato anche il relatore della Legge costituzionale di riforma e ha portato come testimonianza ai presenti numerosi documenti e ricostruzioni storiche che, dal 1946 alla data di definitiva approvazione nel 1948, hanno dimostrato senza dubbio alcuno come i Padri Costituenti intendessero modificabile e libera da legacci ideologici la Carta costituzionale, ad esclusione ovviamente dei Principi Fondamentali.

Una Costituzione mai intesa come un testo religioso dai padri costituentiha concluso Fiano, supportato in tal senso dagli altri relatori; una riforma, quella da confermare il 4 dicembre, destinata a diventare l’ultima occasione per modernizzare lo Stato, dopo i numerosi fallimenti precedenti.

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