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Siracusa, processo Bonafede. La famiglia rompe il silenzio con un post su facebook


Tony Bonafede Siracusa TimesNews Siracusa: questa mattina si è svolta al tribunale penale di Ragusa la prima udienza del processo per Antonio Bonafede, arrestato  lo scorso 29 aprile, dalla Polizia di Stato a Pozzallo, mentre stava per imbarcarsi su traghetto diretto a Malta con circa 20 chilogrammi di droga (leggi qui). In concomitanza del processo per l’ex consigliere comunale, la famiglia rompe il silenzio con alcune dichiarazioni. Una lunga riflessione che racchiude lo stato d’animo di una famiglia che dalla prima notizia sull’arresto di Tony ha deciso sempre di non parlare. Oggi lo fanno in maniera piuttosto singolare, attraverso i social. Questo è il pensiero scritto e pubblicato dal padre di Tony, Sergio Bonafede:

“Stamattina a Ragusa vi è stata la prima udienza del processo che vede coinvolto Tony, giovane consigliere comunale. Il collegio dei giudici ha deciso di dichiarare inammissibili le prove documentali presentate dalla squadra mobile di Siracusa al p.m. Non è chiaro perchè tali documenti siano rimasti segretati fino a cinque giorni prima dell’udienza, non è chiaro perché la richiesta delle telecamere sia stata rigettata con la motivazione che registrano solo per 10 giorni (questo è quanto è stato asserito dalla squadra mobile a cui era stato ordinato il sequestro avendo sentito gli interessati). Lo sanno pure i meno informati che è possibile recuperare un tot di registrazioni anche se cancellate. Ma nonostante tutto il buon senso ha vinto su tutto e tutti coloro che di questa storia ne hanno fatto motivo di presunzione e di sfogo. Vanno riconosciuti ampi meriti agli avvocati che in modo a dir poco eccezionale hanno evidenziato i difetti giuridici e sostanziali. Oggi abbiamo deciso come famiglia di rompere il silenzio. Se abbiamo deciso di non parlare non è perché come si suol dire chi tace acconsente,ma la ragione è molto più semplice: non potevamo e ancora non possiamo svelare la nostra difesa, altrimenti daremo gioco facile a chi sta dall’altra parte. Ci saranno per certo delle belle sorprese, che finalmente faranno giustizia. Ringraziamo con affetto e stima per la loro professionalità L’avvocato Gianbattista Rizza e l’avvocato Giuseppe Caruso”.

I due difensori del giovane consigliere Tony Bonafede continuano, quindi, a negare gli addebiti, e affrontano, il processo con rito ordinario. Secondo quanto riporta un articolo del DIARIO1984: “La posizione processuale dei tre imputati è cristallizzata alle dichiarazioni rese da ciascuno dinanzi al Gip del Tribunale di Ragusa, in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto. il consigliere comunale del PD Tony Bonafede, poi sospeso dal Partito Democratico, ha respinto con fermezza gli addebiti, negando la circostanza riferita dagli agenti della Squadra Mobile di Siracusa di essersi scambiato con Salvatore Mauceri il trolley pieno di panetti di stupefacenti.  I difensori del consigliere comunale Tony Bonafede si sono rivolti al Tribunale del Riesame, ma il Collegio ha rigettato la loro richiesta tesa ad ottenere la revoca della ordinanza custodiale emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa. Il Collegio del Riesame, tuttavia, ha tramutato la misura della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari. E tale beneficio è stato usufruito non solo da Tony Bonafede, ma anche dai rei confessi Salvatore Maauceri e Antonio Genova”.

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