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Siracusa. Probabile cessione impianto Lukoil, FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL: “Necessaria una presa di posizione della regione e del Governo”


News Siracusa: “in occasione della grande assemblea dei lavoratori edili che organizzeremo tra qualche giorno per discutere delle azioni di mobilitazione, nel caso in cui il contratto nazionale non venga rinnovato entro Novembre, affronteremo direttamente la questione LUKOIL che è esplosa in questi giorni”. A parlare sono i tre segretari generali provinciali FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL Saveria Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale.

“Oltre alla stucchevole sequela di comunicati della politica in campagna elettorale (e purtroppo dovremo sopportarli fino a Maggio), sarebbe necessaria una presa di posizione della regione e del Governo. Continuiamo nello smantellamento industriale? Certo, non possiamo non tener conto della indifferenza della cittadinanza rispetto ai temi del lavoro e di certi ambienti ostili ai temi industriali. Questi ultimi sarebbero, tra l’altro pronti ad additarci come passivi spettatori della vicenda”.

“In una situazione così complessa, occorre tener conto della assenza totale di strategia industriale da parte dei governanti dell’ultimo ventennio. Il quadro è desolante ed enormemente complesso ma FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL – dicono i tre segretari generali provinciali Saveria Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale – immaginano una risposta forte e un quadro di alleanze, a partire dall’indotto”.

“Non abbiamo alternative. O guardiamo la partita da spettatori o tentiamo di orientare le scelte con alcune parole d’ordine che – se non considerate – dovranno trasformarsi in mobilitazione. Ci appelliamo a tutto l’indotto della zona industriale, in primis ai metalmeccanici, pungolo della protesta. Si deve partire dalla tutela dei livelli occupazionali e questo non può non passare da garanzie su investimenti e sul rinnovamento infrastrutturale degli impianti”.

 “Ma chi garantirà questi due aspetti? Chi si occuperà di immaginare un futuro industriale rispettoso delle prescrizioni della magistratura e delle sfide della modernità? Gli stessi politici, fenomeni da tastiera, che non sono riusciti a portare un solo centesimo dopo l’accordo sulla chimica del 2015?Ci sono tutti gli elementi per ipotizzare scenari funesti. Ma è una sfida che non possiamo guardare in televisione, attraverso le dichiarazioni in russo di dirigenti che hanno mostrato, in questi anni, scarso interesse sociale nei confronti del territorio e che ci metteranno pochi minuti ad abbandonarci al nostro destino”.

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