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Siracusa, Princiotta: “denaro erogato con estrema superficialità. L’assessore Troia si dimetta”


Princiotta Siracusa Times

News Siracusa: si è svolta questa mattina, presso la sede di Artico 1 sita in viale Zecchino n.147, una conferenza stampa indetta dalla consigliera del Pd Simona Princiotta.

Temi scottanti hanno visto la consigliera, scagliarsi ancora una volta, contro gli “sprechi” di questa amministrazione comunale. Di seguito riportiamo il testo della conferenza.

“In data 26 gennaio 2015, in conferenza stampa insieme all’onorevole Pippo Zappulla avevamo già avuto modo di richiedere il ritiro di tutte quelle determine e delibere in autotutela che erano state eseguite dall’amministrazione durante il periodo natalizio per concedere dei patrocini gratuiti per un totale di circa 700 mila euro. Denaro che, a nostro dire, avrebbe potuto essere erogato con estrema superficialità, senza una valutazione oggettiva dei progetti e delle associazioni beneficiarie di vantaggi economici e senza un controllo sostanziale sulla congruità delle fatture e dei dimostrativi di spesa, nonché sulla tracciabilità di tutte le spese effettuate quale titolo per richiedere il denaro pubblico.

Per quanto attiene le determine e delibere in questione, infatti, nella distribuzione dei contributi sembrava, ad esempio, come già annunciato nel mese di gennaio, venire meno il rispetto degli articoli 12 e 13 della legge regionale  n. 241/1990 che testualmente recita: “La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione e alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi”;  nonché dell’articolo 26 e 27 del decreto legislativo n.33.213 sulla trasparenza, emanato in esecuzione della legge n.190/2012 sull’anti corruzione per il quale: “è obbligatoria la procedura di evidenza pubblica pena la condizione di inefficacia”.

Chiedevamo quindi al sindaco, con urgenza, dando un segnale di equilibrio e saggezza, di procedere al ritiro in autotutela delle stesse determine e delibere non solo perché ritenute inefficaci e in liquidabili ma anche per non penalizzare né le associazioni che ne avevano beneficiato né quelle che non hanno avuto l’opportunità di farlo per mancanza di trasparenza. Risalutava, infatti, opportuno quantomeno pubblicare un avviso pubblico al fine di giungere ad una distribuzione equa nel territorio potendo valutare le vere esigenze e i progetti ad alto impatto sociale e non penalizzando o escludendo, in qualche modo, le problematiche dei quartieri a rischio.

La cosa che ci ha preoccupato, oltre alla mancanza di trasparenza e controllo, è stata l’assenza dei criteri oggettivi secondo i quali sono state accolte delle richieste fatte appena poche ore prima delle delibere.

Già all’epoca due determine particolari avevano attirato la nostra attenzione e per l’esattezza la determina 244 del 15/12/2014 denominata “La Casa degli Elfi” in relazione alla quale era prevista una erogazione di 36mila euro per la realizzazione della suddetta manifestazione natalizia per bambini all’interno dell’Antico Mercato di Siracusa. Il progetto era stato affidato ad una ditta che, non avendo esperienza alcuna nel settore filtrava la gestione dell’evento all’associazione culturare Zuimama anche con riferimento al campus estivo a favore dei bambini svantaggiati, denominato “Mettiamoci in gioco… un viaggio tra cultura e divertimento” sempre gestito dalla suddetta associazione culturale.

E’ inammissibile, infatti, che sia stato dato un contributo a un’associazione operante alla Pizzuta che è tutt’altro che un quartiere a rischio.

Orbene, prevedendo che i bambini segnalati dalle Politiche Sociali sarebbero stati residenti in altre zone della città ho avuto modo, con ospite in commissione l’assessore Valeria Troia, di lamentarmi del fatto che questo campo estivo fosse decentrato e che non fossero stati valutati altri progetti.

Un’altra anomalia gravissima è quella che l’impegno di spesa per la realizzazione di questo progetto è stato fatto nel 2014 (e dunque con le risorse dell’anno precedente) per un progetto che si sarebbe svolto nel 2015.

Così come ritengo assurdo che il progetto che vede la firma dell’assessore Troia (Pubblica Istruzione) e che com’è spesso specificato nella determina prevedeva il coinvolgimento di altri istituti comprensivi di Siracusa diventando una sorta di estensione dell’anno scolastico, non abbia sostanzialmente coinvolto nessuna scuola siracusana così come dichiarato dai tre dirigenti degli istituti scolastici a rischio, ovvero Mazzarrona, Ortigia e Santa Panagia che per intrattenere, durante il periodo estivo, i loro iscritti si sono dovuti rivolgere ad altre associazioni con l’obbligo di versare una somma di euro 500 al comune senza beneficiare di alcun contributo.

L’assessore Valeria Troia ha avuto modo di fare due dichiarazioni differenti in due momenti diversi in seconda commissione. In un primo tempo, l’assessore Troia, dichiarava che l’associazione si sarebbe fornita di pulmino per agevolare la fruizione del campo estivo ai bambini delle zone a rischio. In un secondo tempo, invece, sempre la stessa Troia, ha dichiarato facendone comunicazione scritta, che tale associazione si sarebbe avvalsa di quattro sedi per ricoprire in maniera quasi completa il territorio aretuseo.

I campi estivi che avrebbero fatto da appoggio sarebbero stati: Zuimama (via Salvo Randone), Ludoteca Patatrac (via Arno), Casa di Pantanello (via Pantanelli) e la Cittadella dello Sport.

In data 20 luglio 2015 mi sono recata personalmente ad effettuare un sopralluogo, cosa che avrebbe dovuto fare l’assessore Troia e non certo la sottoscritta, per verificare l’effettiva funzionalità delle quattro sedi dichiarate all’interno del progetto.

La prima sede, sita in via Arno, è un asilo nido (e il progetto prevede la partecipazione di minori dai 4 ai 12 anni) formato da due stanze. I proprietari di tale struttura si sono premurati di fornirmi una dichiarazione scritta dove affermano di non essere la succursale di Zuimama, di non avere all’interno del personale appartenente alla suddetta associazione e di aver ricevuto solo una richiesta verbale per di ospitare un minore.

Nella sede dei Pantanelli dove sono appoggiati solo due minori aderenti al progetto dell’associazione Zuimama. La richiesta, come nella sede di via Arno, è giunta telefonicamente.

Alla Cittadella dello Sport, invece, ho chiesto sia al delegato del gestore un tale signor La Rosa sia al dipendete comunale di dichiararmi per iscritto quante autorizzazioni erano state concesse per lo svolgimento dei campus estivi all’interno della struttura. Mi è stato dichiarato verbalmente che all’interno della struttura sportiva stanno svolgendo il campus estivo, l’Arci (che tra l’altro ha usufruito più volte dei contributi comunali) e la Rari Nantes. Visto il diniego a certificare per iscritto tale dichiarazione mi sono trovata costretta a chiedere l’intervento della Digos che ha preso atto che non c’era alcuna autorizzazione richiesta dall’associazione culturale Zuimama.

Nella sede dell’associazione culturale Zuimama, invece, mi è stato dichiarato che in data 21 luglio 2015 dell’associazione c’erano 70 bambini dal comune. 35 bambini, secondo l’associazione, erano all’interno della propria struttura e 35, invece, si trovavano nella struttura dove opera l’Arci (Cittadella dello Sport)

Alla mia richiesta di sapere se l’associazione Zuimama si fosse almeno preoccupata di stipulare delle assicurazioni a tutela di questi minori sparpagliati nelle succitate sedi, l’Arci ha dichiarato che ha provveduto ad assicurare solo i suoi bambini, mentre a quelli comunali avrebbe dovuto provvedere Zuimama. Quest’ultima, invece, ha dichiarato l’opposto, ovvero che le assicurazioni erano state stipulate dall’Arci. A oggi la sottoscritta non è riuscita a comprendere se i bambini sono quanto meno tutelati sotto il profilo assicurativo.

Sono estremamente delusa dal comportamento dell’assessore Valeria Troia che mi sono premurata di chiamare personalmente ed immediatamente per illustrarle la gravissima situazione di pericolo per i minori che lei stessa avrebbe dovuto accertare e tutelare.

L’assessore non si è minimamente preoccupata di effettuare alcun tipo di sopraluogo e nessun tipo di controllo al fine di verificare le modalità di realizzazione del progetto. Le tre sedi <distaccate> hanno tra l’altro dichiarato che dal 31 luglio sospenderanno tutte le attività. La sede principale dell’associazione in via Salvo Randone, quindi, ai miei occhi già in sovrannumero di minori rispetto agli spazi che ha a disposizione dovrebbe ospitare addirittura ed ancora ulteriori 37 bambini.

Ci tengo a sottolineare che sono in possesso di tutte le dichiarazioni in merito all’accaduto e posso fornirle a chiunque voglia verificare di persona.

Chiaramente è mia intenzione fornire copia di tutto l’incartamento e delle prove raccolte alla Procura della Repubblica per i controlli di sua competenza.

Quando si spendono dei soldi pubblici bisogna essere trasparenti e responsabili, senza lasciarsi accecare dall’eventuale ed ipotetico ritorno politico che può avere il rilascio di un contributo ad una associazione piuttosto che ad un’altra.

Oggi con tutte le associazioni culturali presenti a Siracusa ci ritroviamo ad aver scelto, per ben due volte, la stessa associazione che si ritrova decentrata, gestita da una persona che non è siracusana e che non conosce le problematiche del territorio.

Credo che l’assessore Troia, a questo punto, dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni come gesto di onestà intellettuale, chiaramente dopo aver bloccato in autotutela questo progetto.

Sarà mia cura a questo punto, controllare fattura per fattura, pagamento per pagamento, tracciabilità compresa, di ogni progetto finanziato secondo modalità a mio giudizio probabilmente non integralmente trasparenti.

Ricordo al sindaco Garozzo, che sul punto tolse la dedica ad Alessio Lo Giudice senza che quest’ultimo avesse commesso alcun errore,  ed aspetto un suo intervento incisivo su una situazione di tale portata e  gravità”.

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