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Siracusa: polemica sul progetto “Re Building the Future”. I chiarimenti e le critiche di Assostampa


palazzo vermexio---siracusatimesNews Siracusa: la polemica a Palazzo Vermexio per il bando regionale “re Building the Future” – Spunti d’arte contemporanea per trapassare il futuro del territorio”  riesce anche a “trapassare” i conflitti e i confini politici tra il consigliere Salvo Sorbello e il vicesindaco, Francesco Italia, diventando una questione del Sindacato Unitario dei giornalisti. Un’occasione per chiarire una volta per tutte – da parte del Sindacato – l’utilizzo giustificato di esperti esterni all’uffico stampa del Comune di Siracusa (le motivazioni che hanno spinto l’interrogazione di Salvo Sorbello al Comune), pagati con soldi provenienti da fondi eruopei, nonchè la mancanza di un sistema meritocratico per selezionare un personale dell’uffico stampa del Comune qualificato.

Rispetto all’interrogazione del consigliere comunale Salvo Sorbello, il Sindacato ricorda, come già ostenuto dal vicesindaco Italia, che: << il progetto non prevede alcun cofinanziamento e sarà totalmente realizzato con fondi europei e non è previsto dunque nessun tipo di intervento finanziario da parte del Comune. Se avesse compreso questa pur palese certezza Sorbello – sostiene il Sindacato Unitario giornalisti –  avrebbe potuto evitare la solita manfrina sul coinvolgimento dell’ufficio stampa di piazza Minerva che, in questo caso, non deve (o meglio, non può) assolutamente occuparsi del progetto, poichè tra le spese previste per la sua realizzazione non sono identificate somme da destinare a risorse interne all’amministrazione comunale>>.

L’intervento-polemica del consigliere Sorbello, spinge il Sindacato a fare chiarezza su i diversi punti sostenuti dal consigliere ma ritenuti inesatti. In particolare, l’uffico stampa del Comune si compone di 3 e non 4 giornalisti, tutti vincitori di concorso, come invece dichiarato da Sorbello. La quarta persona, in realtà, svolgerebbe attività amministrative e risulta iscritta all’elenco dei pubblicisti, senza avere il compito di svolgere attività giornalistiche. Altro punto di chiarimento è il presunto accostamento di Sorbello al Comune di Caltanissetta in quanto non è dotato attualmente di un ufficio stampa. Addirittura, il capoluogo nisseno affronta e deve affrontare grosse spese per “permettersi” un addetto stampa, un solo pubblicista in questo caso e  la notizia di adesso di pagare circa 20 mila euro all’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, per oneri non versati.

Non manca l’immediata risposta di Sorbello ai chiraimenti del Sindacato: <<ho rivolto un’interrogazione per sapere come mai, per una manifestazione promossa dal Comune, si faccia ricorso ad un incarico esterno per 15mila euro e non si utilizzi l’ufficio stampa comunale. penso sia doveroso, per un consigliere di opposizione, verificare come siano utilizzati i fondi pubblici ed ho ritenuto quindi opportuno rivolgere alcuni semplici interrogativi, che tutti infondati non sono se lo stesso sindacato dei giornalisti muove degli appunti all’Amministrazione sulle procedure>>.

<<Non appena l’Amministrazione comunale si degnerà di rispondere alla mia interrogazione e conoscerò nel dettaglio i contenuti della richiesta presentata del Comune per ottenere i finanziamenti europei – conclude Sorbello –  sapremo se l’ufficio stampa esterno è stato richiesto dal Comune stesso o è un obbligo imposto dall’Europa. Torneremo sull’argomento quando avremo tutti le notizie che ho richiesto ufficialmente con la mia interrogazione>>. 

L’azione di rettifica imposta a Sorbello, spinge però il Sindacato giornalisti a fare lo stesso riguardo le spiegazioni date dall’assessore alle Politiche culturali, Francesco Italia, nel botta-risposta con Sorbello sul progetto “Re-building the future”. <<Anche se, come dice l’Assessore, si tratta di procedure dettate dagli enti finanziatori, che impediscono al Comune di utilizzare i giornalisti interni, non condividiamo l’idea di un ufficio stampa costituito attraverso un’agenzia o una ditta e non selezionando direttamente i giornalisti in base ai loro titoli e alle loro esperienze>>.

Se da un lato il Sindacato riconosce  il comportamento del Comune aretuseo sul progetto “re-building” sostentendo che : <<il Comune farebbe bene a pretendere che l’informazione di un progetto così importante e costoso per la collettività, pur se non si tratta di soldi comunali, siano affidati a colleghi seri e di provata professionalità senza accontentarsi del paravento di un’impresa, specie se questa non risulta costituita da giornalisti>>. Da un’altro lato si muove l’inevitabile polemica poichè, secondo il Sindacato: <<dietro le sigle operano addetti stampa improvvisati, persino non iscritti all’Ordine, portati a privilegiare la comunicazione poiché sconoscono un sistema dell’informazione sempre più complesso ed articolato. Inoltre, in ossequio ai principi di trasparenza, sarebbe utile conoscere i criteri di selezione dell’ufficio stampa della manifestazione, il numero dei giornalisti e la loro remunerazione. Su questi aspetti della vicenda chiediamo un confronto con l’assessore Italia e con il dirigente del settore>>.

 

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