ULTIM'ORA

Siracusa. Polemica all’Istituto “Archia”, prosegue la protesta dei genitori: “un punto di riferimento per chi vive al quartiere Epipoli”


Siracusa. Scuola “Archia”. Non si placa la polemica dell’undicsimo istituto sito in via Asbesta dove alcuni alunni sono stati “relegati” a fare lezione, già all’avvio del nuovo anno scolastico, tra lo spogliatoio e l’androne della scuola (Leggi qui). In via Sbesta convivono tre diversi plessi (Giaracà, Martoglio e Archia), ognuno con propria autonomia, come deciso dall’amministrazione comunale per “sistemare” aule e istituti. Dall’inizio dell’anno scolastico, sono trascorse alcune settimane in cui si sono susseguiti gli incontri tra la dirigente scolastica, i rappresentai di classe, la vicaria dell’Istituto Giaracà e l’assessore alle Politiche scolastiche, Roberta Boscarino. Una situazione “non idonea per gli studenti” e nemmeno per i due istituti, costretti a convivere pacificamente. L’ultima notizia, l’istituto Giaracà che ha deciso la scorsa settimana di non mettere a disposizione un’aula a favore degli alunni che in questo momento stanno usufruendo di una sistemazione provvisoria (Leggi qui).

La parola questa volta, passa ai genitori degli alunni della scuola “Archia”, membri del consiglio di Istituto. Quella che segue è una lettera aperta inviata alla redazione:

La popolazione scolastica dell’Undicesimo Comprensivo “Archia”, appartenente per la maggioranza al quartiere Epipoli, è cresciuta nell’ultimo quinquennio a causa del notevole sviluppo edilizio della Pizzuta e del Villaggio Miano. Da tutte le famiglie che vivono nel quartiere (dai nuovi  complessi edilizi, dalle cooperative che ruotano attorno al Parco Ozanam e al plesso di via Asbesta, alle villette preesistenti alla costruzione del plesso di  via Monte Tosa) l’Undicesimo viene visto come un istituto sicuro, un punto di riferimento come struttura scolastica, scelto dalle famiglie per la valida offerta formativa, per la posizione strategica che permette ai genitori di accompagnare a piedi i più piccoli, e ai più grandi di responsabilizzarsi nell’andare da soli, e soprattutto per l’attenzione che l’istituto ha da sempre mostrato all’inclusione e alla didattica innovativa.

La scuola, inoltre, viene vista come punto di riferimento di numerose Asd, che usufruiscono delle palestre di entrambi i plessi e che annoverano tra gli iscritti la maggior parte dell’utenza del quartiere.  Il Consiglio d’Istituto aveva nel lontano 2015 fatto presente all’Ente locale e anche all’UST di Siracusa che sull’Istituto gravavano e gravano alcune problematiche che se prese in considerazione avrebbero proiettandosi in un’ottica di razionalizzazione risolto e arginato il problema, non solo per l’Undicesimo ma anche per altri Istituti della città. Tali problematiche erano state elencate nella lettera inviata al Comune in cui si ricordava come all’epoca l’Assessorato alla pubblica istruzione guidato dall’Onorevole Vinciullo aveva trasferito nel lontano 2005, con sfratto esecutivo e a spese della scuola gli uffici della segreteria che erano allocati in locali in affitto, da via Monte Bianco n. 49 in via Monte Tosa, occupando due aule destinate alla didattica e all’ambulatorio medico in via “provvisoria” in attesa della consegna dei locali di via Asbesta.

Ad oggi dopo la consegna del plesso di via Asbesta, avvenuta nel 2006, gli uffici si trovano ancora in via Monte Tosa, perché l’Ente locale, sempre per far fronte a delle necessità e per garantire come giusto che sia il diritto allo studio, creò il condominio di via Asbesta, come riporta la nota inviata dall’Assessorato nel novembre del 2006 all’Undicesimo a firma dell’Assessore Vinciullo e del dirigente di settore dott.ssa Rosaria Garufi. In virtù di quella nota ogni istituzione scolastica gestisce i propri spazi senza alcuna regolamentazione su quelli in comune, come auditorium e palestra. Ciò nonostante la comunicazione di dichiarazione di inizio attività inviata ai Vigili del Fuoco del comando di Siracusa per il plesso di via Asbesta, reca solo la firma della Ds dell’Archia.

Inoltre noi membri del Consiglio non capiamo a questo punto perché le richieste delle Asd della città per l’utilizzo della palestra del plesso di via Asbesta vengano trasmesse solo per conoscenza al X Istituto Comprensivo Giaracà e a deliberare parere positivo o negativo sulla concessione della stessa sia solo l’Undicesimo, visto che condividiamo il plesso e non dobbiamo usare la parola “ospite”.

Infine riusciamo a digerire difficilmente che le spese del condominio, per la messa in sicurezza del plesso, che non possono essere sostenute dall’Ente, debbano solo uscire dalle povere casse del nostro istituto, come ad esempio lo scorso anno la spesa per la sostituzione delle cerniere delle porte di emergenza, sempre per la sicurezza di tutti coloro che usufruiscono dell’istituto. Potremmo continuare a scrivere di tanti piccoli episodi, ma ci limitiamo a questi accenni, chiediamo, quindi, al Comune un atto di responsabilità nei confronti dell’utenza dell’undicesimo, di ripetere un atto, stavolta con data di scadenza, nella stessa logica del 2006 in nome del diritto allo studio.

Quell’ anomalia, che si è trasformata in una pacifica convivenza, non ha mai prodotto incidenti tra le due istituzioni scolastiche che condividono il condominio, esistono delle love story tra i ragazzi che frequentano entrambe le scuole, alcuni discenti appartengono pure alla stessa famiglia. Non pensiamo che il diritto allo studio degli altri sia diverso dal nostro. Non pensiamo, inoltre, minimamente che l’Ente possa trovare posto altrove fuorché a casa propria agli studenti dell’Archia, cittadini di Epipoli, dato che il plesso di via Asbesta, come da progetto depositato all’edilizia scolastica, porta il nome di Undicesimo Istituto Archia. Non si pensi che, la futura consegna del plesso di via Calatabiano, sito nel quartiere Tiche, possa in qualche modo interessarci, perché noi genitori oltre ad aver scelto l’Undicesimo, lo ripetiamo per la valida offerta formativa, l’abbiamo scelto perché è la nostra scuola di quartiere e perché molti di noi in età scolare l’abbiamo frequentata.

© Riproduzione riservata
Share


Articoli correlati: