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Siracusa, Pippo Zappulla sui voucher: “il loro ripristino è inaccettabile”


News Siracusa: “poche settimane fa il Governo decise di revocare i voucher sia per le Imprese che per le famiglie. Abbiamo tentato di spiegare che per le famiglie (lavori di cura, giardinaggio e piccole incombenze) un sistema più corretto doveva essere mantenuto. Ma evidentemente il problema del governo era solo quello di impedire il referendum promosso dalla Cgil con il sostegno di più di 3 milioni di cittadini, e fu deciso di abolire tutto. Ora, invece, il Governo ha inserito nel provvedimento della cosiddetta manovrina un emendamento che, sotto mentite spoglie, lo ripristina esattamente nello stesso modo di prima. E’ una decisione che supera i confini del rispetto istituzionale nei confronti del Parlamento, lede e offende il diritto i milioni di italiani che avevano chiesto il referendum, e riattiva uno strumento che rischia di precarizzare e distruggere ulteriormente il già compromesso mercato del lavoro, nonché il sistema elementare di diritti e di tutele del lavoro. Non possiamo accettare che per giovani, e meno giovani, il probabile destino da lavoratori sia quello di essere “comprati” al tabacchino con un voucher tutto incluso, comprese dignità e professionalità”. A commentare è Pippo Zappulla, parlamentare di Articolouno.

“C’è in atto una campagna mediatica di disinformazione da parte del Governo e dei partiti che sostengono l’emendamento, tutta tesa a confondere le idee e a manipolare verità e realtà.Non è vero che i voucher sono stati cancellati e non tornano. L’emendamento approvato da PD, Lega e Forza Italia non definisce i requisiti per inquadrare un lavoro davvero occasionale, ed estende l’uso dei voucher alle Imprese fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato, cioè alla maggioranza delle Imprese italiane. Non è vero che senza i voucher la sola alternativa sia il lavoro nero. Il lavoro a termine e a chiamata, infatti, esiste a prescindere dai voucher, e le Imprese possono farvi ricorso come prima. Non esiste e non è esistito, neanche in queste settimane, alcun vuoto legislativo che costringa le Imprese a ricorrere al lavoro nero. Il nuovo meccanismo invece incentiva gli abusi: dopo avere comunicato all’Inps la prestazione, il datore di lavoro ha 3 giorni di tempo per “ripensarci”, pagare in nero e dire che non c’è stata prestazione”.

Per rispondere alle esigenze delle sole famiglie si dovevano costruire soluzioni condivise tra i vari partiti e con le forze sociali, compresa la Cgil che ha dato piena disponibilità e discuterne e a concordare le giuste soluzioni. Esiste, peraltro, una proposta di legge di Articolouno Mdp sul lavoro subordinato e occasionale peril  lavoro domestico e familiare, come giardinaggio, ripetizioni, baby sitter, inoccupati, assistenza malati e disabili. La verità è che il Pd, con l’aperta complicità della Lega e di Forza Italia, ha voluto far rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta, e dopo avere impedito il referendum riproporre lo stesso strumento in una sorte di vendetta contro i giovani, contro i 3 milioni di firmatari, e contro la stessa Cgil”.

“Per queste ragioni non abbiamo approvato il provvedimento. Osceno e strumentale il tentativo, soprattutto del Pd e di Renzi, di scaricare sul Mdp il rischio di una crisi di governo. Tutti hanno capito che dal 4 dicembre Renzi  pensa solo ad andare a votare subito, e comunque quanto al piu’ presto possibile,  è evidente che  il primo vero nemico del governo Gentiloni è proprio Renzi e il Pd.
Per queste ragioni non abbiamo votato il provvedimento alla Camera, non lo voteremo al Senato e parteciperemo convintamente alla manifestazione nazionale già promossa dalla Cgil per il 17 giungo a Roma”.

“Per queste ragioni, per discutere dei veri temi e criticità del lavoro, delle condizioni drammatiche in cui si vive in questa nostra provincia convochiamo per giugno una  Assemblea Provinciale  per illustrare il merito del provvedimento, spiegare le ragioni della nostra posizione e operare una capillare opera di informazione per i giovani, i lavoratori e l’intera opinione pubblica”: ha concluso.

 

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