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Siracusa, Pillirina: Castagnino e Vinci propongono annullamento della delibera di Consiglio


Castagnino Vinci Siracusa TimesNews Siracusa: riceviamo e pubblichiamo, di seguito, una nota stampa dei consiglieri comunali Salvatore Castagnino e Cetty Vinci in merito alla delicata questione legata alla Pillirina.

Ratificare in qualsiasi sua forma la delibera 118 del 2011, come proposto oggi, sarebbe l’ennesima forzatura, testimonianza della discriminazione con la quale l’amministrazione ha trattato e vuole continuare a farlo, tutta questa vicenda. E’ infatti una mera interpretazione della norma affermare che sia stata la regione a richiedere il pronunciamento del consiglio comunale. La regione, invece, ha scritto nella comunicazione di avvio della procedura di annullamento che è nella facoltà del comune ritirare in autotutela la 118 e poi si è riferita ad una norma che non può essere interpretata ad uso e consumo di chi la legge.

 La 118 fu approvata con il parere contrario degli uffici tecnici e dell’avvocatura comunale, perchè mancavano via e vas, neppure richieste, e il parere del genio civile. Che siano modifiche a volume zero, non cambia la sostanza: il comune, come il consiglio comunale, non possono sostituirsi alla regione per dire che non servono via e vas e parere del genio civile.

 Oggi, sarebbe una gravissima assunzione di responsabilità, apertamente contro Legge, confermare quell’atto, con il quale il consiglio nei fatti confermerebbe la volontà persecutoria, nei confronti dei diritti di quel privato che mentre il comune produceva atti discutibili, aveva il proprio piano di lottizzazione pendente presso lo stesso comune.

Possono oggi le relazioni dei tecnici del comune, dell’avvocatura comunale, della regione e del genio civile, scrivere una cosa diversa da quello che era assolutamente chiaro e agli atti della seduta 118 del 2011? Assolutamente no, infatti non lo fanno, fanno derivare l’efficacia della 118, dalle norme di salvaguardia di una riserva il cui iter è viziato da una sentenza della Corte Costituzionale, e dal provvisorio piano paesaggistico, le cui osservazioni comunali per il livello di tutela, si fondano sull’atto d’indirizzo della delibera comunale 161 del 2010, com’è noto impugnata al TAR per gravi vizi di illegittimità e già oggetto di contenzioso in danno della regione, del comune e dei trentaquattro consiglieri comunali all’epoca della 161 e della 118.

Cosa si cerca di fare? Estendere fose le responsabilità personali ache agli attuali consiglieri?

Pur non prendendo una posizione netta circa la procedura amministrativa, oggi gli uffici comunali trascurano di portare a conoscenza del consiglio comunale, che il 4 agosto del 2011, proprio sulla variante urbanistica la regione siciliana si pronunciò inequivocabilmente circa il fatto che fosse indispensabile richiedere VIA e Vas, pena l’illegittimità della delibera. Questa omissione, grave, è usata con il preciso scopo di condurre fuori strada chi dovrebbe esprimersi votando oggi una seconda volta. Nel caso specifico, singolarmente, gli uffici comunali preferiscono riferirsi ad altro parere della regione, antecedente quello del 4 agosto 2011 e “generalista e possibilista” circa le procedure VIA e Vas.

La grande vittoria sbandierata oggi a mezzo stampa a seguito della riunione del 23 aprile in assessorato è una bufala! Non c’è alcun atto amministrativo  a seguito della riunione di ieri e dubitiamo che ne possano seguire. Lo scopo del comunicato è quello di irretire e convincere i consiglieri comunali tutti che possono stare tranquilli: “votando ancora una delibera, non ci saranno conseguenze”. Ma scherziamo? Chi voglio prendere in giro? Perché intendono trascinare tutto il consiglio comunale, la povera città in questa pericolosissima diatriba? La riunione di ieri, forse una conferenza di servizio e sottolineiamo <FORSE> non ha fatto compiere alla regione alcun passo avanti. Semmai registriamo stupiti che è il comune che fa un passo indietro. Nel febbraio 2014, il comune come le associazioni ambientaliste e tutte le forze sociali, parteciparono ufficialmente convocati a Palermo per pronunciarsi circa la riserva e la riperimetrazione della cartografia originale. A verbale, come nella registrazione originale della riunione, il comune di Siracusa si espresse favorevolmente alla riserva e alla sua riperimetrazione, a condizione che la riperimetrazione producesse benefici per la pubblica fruizione della riserva.

Oggi, almeno a leggere il comunicato stampa trionfalistico, il comune ha cambiato posizione. Bene, pur non portando niente a casa, il cuore del comunicato stampa sono le ultime 4 righe, dove  si precisa che dopo il 28 aprile quando si dovrebbe pronunciare il CRPPN,  e dopo la IV Commissione di cui non parlano, il comune sarà ulteriormente chiamato ad esprimersi, per <forse> chiudere la procedura istitutiva e dare luogo per certo e definitivamente ad un contenzioso senza precedenti, dove la persecuzione appare palese.

Il macigno che è il pronunciamento della Consulta sulla illegittimità della Legge regionale per l’istituzione delle riserve, complica inoltre e non poco, le posizioni di tutti i protagonisti di questa incredibile vicenda e ci espone tutti, espone la città. Si può continuare ad andare a testa bassa senza prendere atto che manca il terreno sotto i piedi? Evidentemente si, non è il primo caso e non sarà l’ultimo dove questa amministrazione intende trascinare la città verso il baratro.

Convintamente, non prenderemo parte alla seduta del consiglio comunale, nessuno sconto sconto all’amministrazione, nessun equivoco circa la nostra posizione a tutela degli interessi della collettività“.

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