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Siracusa, “Pari o dispari?”: imparare le pari opportunità giocando. Lo spiega la dottoressa Gargiulo


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in foto: la dott.ssa Benedetta Gargiulo

News Siracusa: le discriminazioni tra uomo e donna sono una realtà molto ben radicata nella cultura italiana e come accade quando si lavora per un cambiamento culturale, è necessario partire dall’educazione delle nuove generazioni per risolvere strutturalmente il problema.  Il progetto “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” parte dall’età dell’infanzia, quando cioè bambini e bambine sono ancora permeabili ai concetti di libertà di espressione e di comportamento, al di là degli stereotipi, ha voluto iniziare a diffondere tra i più piccoli la cultura del rispetto verso le differenze, qualsiasi esse siano (di razza, di religione, di orientamento sessuale e nei confronti della disabilità).

Il progetto “Pari o dispari? Il gioco del rispetto”, sarà presentato a Siracusa lunedì 27 giugno, alle ore 17 presso il 3° Istituto Comprensivo “Santa Lucia” sito in viale Teocrito n.63, su iniziativa dell’associazione STONEWALL in collaborazione con le associazioni Arciragazzi Siracusa, Zuimama Arciragazzi, Arci e Rete Centri Antiviolenza di Siracusa, con il patrocinio del Comune di Siracusa (Assessorato Politiche scolastiche, Educative, Giovanili, Infanzia e Pari opportunità), all’interno delle attività previste per “SIRACUSA CITTA’ EDUCATIVA” – “IL GIOCO DEL RISPETTO – Imparare le pari opportunità giocando”.

Nato a Trieste in Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle attività di prevenzione della violenza di genere e di promozione delle pari opportunità tra uomini e donne, “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” (nell’ultimo anno al centro di polemiche strumentali basate sulla falsa teoria gender) è stato ideato e realizzato da Lucia Beltramini, psicologa e ricercatrice, esperta in prevenzione e contrasto alla violenza su donne e minori; dott.ssa di ricerca in Neuroscienze e Scienze cognitive e Benedetta Gargiulo, copywriter e consulente di comunicazione, (si occupa di diversity management nelle aziende e forma i creativi di domani a un uso consapevole dell’immagine della donna in pubblicità, inventa progetti per migliorare la cultura delle pari opportunità in Italia). Il progetto ed il gioco verranno presentati ad insegnanti, educatori e a tutti coloro che sono impegnati, a vari livelli e in vari ambiti, nel difficile compito dell’educazione, proprio dalla dott.ssa Benedetta Gargiulo.

“Parlare di uguaglianza e parità, – spiegano Beltramini e Gargiulo – non significa annullare le differenze tra maschi e femmine né agire sull’identità di genere. Si tratta al contrario, – continuano – di prestare attenzione a quanto gli stereotipi concorrano a perpetrare una cultura poco equa tra i sessi, limitante nella libertà di espressione delle emozioni, nella scelta del percorso di studi e professionale, nella distribuzione del lavoro di cura e domestico. Andare oltre alle rigide stereotipie sui ruoli di genere, – concludono le due esperte – permetterà di pensare, per le nuove generazioni, società più paritarie e rispettose”.

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