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Siracusa. Papà Giacinto torna, “violento” come il mare, a cercare la verità sulla morte del figlio Francesco Avola


News Siracusa: i suoi post su Facebook sono determinati e “violenti”.

Determinati e violenti come il mare che quel 25 maggio di tre anni fa inghiottì senza pietà suo figlio maggiore, Francesco.

“Ho iniziato la lotta per la verità – scrive papà Giacinto Avola  nel suo profilo social – ed avrò bisogno di tutti voi. Ho intrapreso la lotta col muro di gomma e spero che mi stiate tutti accanto e non solo dalla tastiera, avrò bisogno di aiuto per ché sarò attaccato e screditato, come hanno fatto con mio figlio”.

“Ho deciso di intraprendere questa lotta – continua scrivendo Avola – perché tutto si era fermato a quel triste giorno e perché alla disgrazia si è aggiunta la presa in giro. Spero che qualche coscienza si smuova ed abbia il coraggio di parlare, donando ad un angelo ed alla famiglia un po di sollievo. Spero che il mio avvocato affronti da pantera questo caso d’altronde abbiamo atteso tre lunghi anni il nulla . Cosa speravano la resa?”.

La morte di Francesco, Ciccio, vide la Procura di Siracusa aprire un fascicolo per omicidio colposo. Un fascicolo che ad oggi, purtroppo, non ha visto nessun nuovo elemento rispetto a quanto raccolto subito dopo l’avvenuta tragedia quando gli amici del giovane Avola, i famigliari e i soccorritori lasciarono agli organi preposti le proprie dichiarazioni. Quel malloppo di carte, però, croce perenne di papà Giacinto e mamma Rosy a quanto pare non sarebbe ancora stato depositato.

Così a distanza di tre anni dove la famiglia Avola ha vissuto il dolore della perdita, una lotta costante tramite l’associazione “Gli Angeli” affinché il cimitero di Siracusa possa riacquistate decoro e dignità e qualche “malore” di papà Giacinto si torna alla ricerca della verità.

Giacinto Avola è pronto a scendere in campo come un “gladiatore” per ottenere quella verità che cerca da tre lunghi anni. “Lo faccio – sono queste le poche parole di Avola durante una telefonata – affinché mio figlio possa riposare in pace”.

IL FATTO. Gli amici, dieci in tutto, si recano al Plemmirio per passare un pomeriggio insieme. Francesco, con l’amico Giuseppe commenta momenti passati insieme. I due giovani, da quanto si narra, sono sulla scogliera. Improvvisamente arriva un’onda. Forte, troppo forte. L’impatto è frontale e i due giovani riescono a restare in piedi. L’irreparabile avviene al momento della risacca. Quando la forza dell’onda spinge Giuseppe e Francesco da dietro, i ragazzi scivolano in acqua. Francesco si vede subito in mare. Giuseppe, invece, scende giù e risale solo dopo dieci secondi circa. E’ panico, paura.

L’allarme, da parte degli amici è immediato. La prima chiamata, effettuata da una ragazza, scatta alle ore 17.22. A seguire, dopo soli tre minuti, è un ragazzo a chiamare ancora i soccorsi che si concretizzano solo dopo un’ora e 20 minuti (come riporta la documentazione resa nota al sostituto procuratore Antonino Nicastro). Sia Giuseppe sia Giacinto Avola sostengono che fino all’arrivo dell’elicottero Francesco era vivo. Giuseppe si salverà mentre il corpo, senza vita di Francesco verrà ritrovato lunedì (26 maggio) di pomeriggio. Tutto il resto è cronaca.

La famiglia di Francesco è pronta per una nuova lotta, quella per la verità. Come sempre, come accadde in quelle terribili ore, invitiamo chiunque sia in possesso di filmati o chi abbia visto qualcosa a scrivere anche alla nostra redazione (redazione@siracusatimes.it) che si curerà di recapitare tutto il materiale alla famiglia Avola.

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