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Siracusa: ottava nel segno di commozione e devozione. Lucia incontra la Madonna e accarezza gli ammalati


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Il Simulacro di Santa Lucia lascia la Basilica del Sepolcro

News Siracusa: sono stati quattro i momenti forti dell’ottava della festa di Santa Lucia che ha visto l’argenteo simulacro della patrona lasciare la Basilica del Sepolcro per far rientro in Cattedrale.

Alle 16.10 il suono a festa delle campane, rigorosamente suonate a mano, hanno saluto l’uscita del simulacro che, nonostante le condizioni meteo non favorevoli, ha ricevuto ugualmente il caloroso e affettuoso saluto dei siracusani e dei numerosi pellegrini giunti per partecipare alla festa. L’uscita è stata preceduta da un breve momento di preghiera presieduta dal parroco, Padre Mario Marino.

Momento forte e significato è stato l’arrivo della Santa Patrona al Santuario della Madonna delle Lacrime, dove Maria e Lucia si sono simbolicamente abbracciate. Infatti una copia del prodigioso quadretto che 62 anni fa versò lacrime umane è stato portato sulla scalinata della Basilica per render omaggio a Lucia che si è recata dalla madre. All’arrivo la Schola Cantorum ha intonato l’inno alla Madonna delle Lacrime e il canto “Benedetta sei Lucia”.

“Il fiat di Maria giustifica il sacrificio di Lucia – dice monsignor Maurizio Aliotta, pro Rettore del Santuario – la meta da raggiungere deve essere Gesù Cristo e il sangue di Lucia e le lacrime di Maria sono uno sprone per far ciò”.

Santa Lucia Siracusa Times

Il Simulacro argenteo verso il Santuario della Madonna delle Lacrime dove Maria e Lucia, “le due donne che parlano con gli occhi”, si sono abbracciate simbolicamente.

Dopo l’omaggio floreale della comunità del Santuario alla Santa Patrona, grazie ad una pedana e al “lavoro” dei volontari, gli ammalati e i bambini si sono potuti avvicinare per toccare il simulacro, sostando per qualche secondo, in preghiera.

“Questo è il momento più bello, più forte che mi appassiona di più” – commenta commosso il Presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia Giuseppe Piccione.

Lasciato il Santuario, la Santa Patrona si reca all’ospedale “Umberto I”, per la visita al tempio del dolore, per accarezzare e abbracciare i sofferenti, coloro che portano la croce di Cristo ogni giorno. Ad accoglierLa il Direttore generale dell’Asp Salvatore Brugaletta e il cappellano Padre Gabriele Falzone.

La processione  è proseguita per corso Gelone dove ha avuto il tradizionale cambio dei portatori, dai “berretti verdi” agli agenti dei Vigili del Fuoco” che hanno portato il simulacro fino a corso “Umberto”.

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Il tradizionale spettacolo pirotecnico sul ponte Umbertino dedicato alla Santa Patrona di Siracusa che prosegue il suo percorso per rientrare in Cattedrale accompagnata da una folla di fedeli.

Altro momento significativo, lo spettacolo pirotecnico al ponte Umbertino.

“Abbiamo voluto regalare a chi non si può permettere momenti di svago e di divertimento questo spettacolo pirotecnico nel nome di Lucia”, spiega Lucilla Rizza, membro della Deputazione.

Intono alle 22.15 il simulacro argenteo giunge in piazza Duomo: sono le fasi conclusive della festa. Ad accoglierla in Cattedrale, l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Salvatore Pappalardo che ha recitato la preghiera che egli ha composto in onore di Lucia ed ha ringraziato tutti coloro i quali si sono dedicati alla festa e al suo svolgimento.

Quindi il maestro di Cappella, Benedetto Ghiurmino inizia le operazioni di chiusura, le ante della nicchia si chiudono, Santa Lucia saluta i suoi concittadini, la festa è finita ma il messaggio della Vergine e Martire, di amore e carità rimarrà nei curi dei siracusani che comunque la riabbracceranno il 28 dicembre in occasione dell’esposizione del simulacro.

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