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Siracusa. Omicidio Scarso: il Gup decide il rito abbreviato per Gennaro e Amorelli, rito ordinario per Tranchina


Siracusa. Processo con riti diversi per i tre giovani accusati di aver dato alla fiamme l’ottuagenario Pippo Scarso la notte del 1 ottobre 2016. L’anziano veniva aggredito e poi dato bruciato vivo, nei pressi della sua abitazione in via servi di maria nel quartiere Grottasanta e dopo due mesi, il 14 dicembre 2016, moriva in un letto di ospedale (leggi qui).  .

Per i tre giovani che avevano richiesto,tramite i loro difensori, il rito abbreviato solo ad uno di loro è stato concesso il rito alternativo. Ieri mattina al Tribunale di Siracusa si è tenuta l’udienza davanti al Gup Anna Pappalardo che ha preso atto della richiesta avanzata dall’avvocato Aldo Ganci, difensore del 21enne Marco Gennaro e del legale di Sebastiano Amorelli di 19 anni, che però deve rispondere solo del reato di stalking.

Destino processuale diverso per Andrea Tranchina, anch’egli 19enne, difeso dall’avvocato Giampiero Nassi. Per lui il legale aveva richiesto l’abbreviato condizionato alla verifica, grazie a una perizia tecnica, del nesso di casualità tra la morte dell’anziano e le ustioni provocate dal liquido infiammabile utilizzato dai due giovani. Il Giudice però ha rigettato tale istanza e che ha deciso così di proseguire con il rito ordinario per il proprio assistito rinunciando all’abbreviato. Il giovane Tranchina dovrà comparire davanti alla Corte d’Assise il prossimo 2 marzo, insieme ai parenti di Scarso, i quali sono stati ammessi a costituirsi come parte civile. Mentre per gli altri due imputati che hanno scelto il rito alternativo l’udienza è stata rinviata il prossimo 15 marzo.

La difesa dei due principali imputati continua a sostenere che non vi fosse alcuna volontà di uccidere l’anziano e che le ustioni riscontrate su Scarso, limitate al 13% della superficie corporea, e la superficialità delle stesse, non avrebbero provocato la morte dell’uomo, deceduto a parere dei i legali dei tre giovani, a causa di sfortunate coincidenze.

A distanza di oltre un anno dalla morte di Don Pippo, si cerca di stabilire la verità dietro quella terribile notte in cui l’anziano fu bruciato vivo, quelle terribili ferite che hanno segnato l’inizio della fine della sua vita. Quella vita presa per gioco da tre ragazzi che da oggi verranno giudicati in maniera definitiva con il processo a loro carico.

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