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Siracusa. Omicidio comandante Gianluca Bianca, riprende il processo: ascoltati tre nuovi testimoni


immagine di repertorio

Siracusa. E’ ripreso il processo ai danni dei due egiziani e del tunisino,  accusati dell’omicidio del comandante Gianluca Bianca e di sequestro di persona nei confronti dei pescatori siracusani Vincenzo Gallitto, Luigi Romano e Corrado Bianca. Gli imputati facevano parte dell’equipaggio del peschereccio “Fatima II”. Con il consenso delle parti, il processo è ripartito dal punto preciso in cui era stato sospeso dopo il trasferimento alla Corte d’Assise di Catania della giudice Maria Concetta Rita Spanto, presidente della Corte d’Assise di Siracusa. La nuova Corte d’Assise è composta dalla presidente Tiziana Carrubba e dalla giudice  Nicoletta Rusconi.

Attualmente i tre imputati sono ancora a piede libero e latitanti, nonostante a loro carico sia stato emesso un mandato di cattura internazionale.  Presenti, invece le parti civili: Marcello Bianca, difeso dall’avvocato Pucci Piccione; Monica Patania, in proprio ed in qualità di genitore dei figli minori, difesa dall’avvocato Giambattista Rizza; Antonina Moscuzza, Anna Bianca e Carmelo Bianca, assistiti dall’avvocato Giuseppe Lipera. Un altro congiunto del comandante Bianca è difeso dall’avvocato Giuseppe Gurrieri. É cambiato anche il Pubblico Ministero, infatti,  sarà Tommaso Pagano a rappresentare la pubblica accusa, subentrato al capo delle indagini Magda Guarnaccia.

Il processo è ripartito con l’ascolto dei tre testimoni citati dalla pubblica accusa: il dottor Carlo Parini, commissario della Polizia di Stato e dirigente del Gruppo Interforze di contrasto alla immigrazione clandestina; il sottotenente Carmelo Insinga ed il sottufficiale Corrado Sigona, entrambi in servizio alla Capitaneria di Porto di Siracusa.

I tre testimoni hanno preso parte alle indagini, iniziate subito dopo l’arrivo di un dispaccio della Marina Militare della Grecia in cui si informavano le autorità italiane del recupero di tre naufraghi in acque territoriali greche, ritrovati sopra una zattera.

Si trattava dei pescatori siracusani Luigi Romano, Corrado Navarra e Vincenzo Maria Gallitto i quali, dopo essere stati condotti sulla terraferma, raccontavano di essere stati “imbarcati” sulla zattera dai componenti stranieri dell’equipaggio, gli egiziani Rami Mohamed Elashi, 32 anni, detto “Ciccio” e Ibrahim Abd El Moatti Hamdy Mohamed, 50 anni, inteso “Mimmo” e il tunisino Ben Ahmed Abdeljelil Slimane, 44 anni, detto “Benzina”.

I tre pescatori siracusani raccontarono inoltre che, nella notte del 13 luglio 2012, i marittimi stranieri si erano ammutinati contro il comandante Gianluca Bianca, prendendo il controllo del peschereccio.

I pescatori siracusani dissero di essere stati svegliati da un colpo di pistola e nel tentativo di uscire via dalle cabine in cui stavano dormendo si sono accorti che la porta era stata chiusa dall’esterno. Alla loro richiesta di spiegazioni, i marittimi stranieri risposero che il comandante Gianluca Bianca era stato ucciso e che il suo corpo era stato buttato in mare.

Al sorgere del sole, i tre siracusani minacciati con armi da taglio, venivano costretti a prendere posto a bordo di due zattere-gommoni di salvataggio. I marittimi stranieri, con i pescatori siracusani, si dimostravano generosi poiché caricavano sulle zattere acqua, viveri, sigarette e i telefoni mobili, grazie ai quali i naufraghi riuscivano a lanciare l’allarme e venivano soccorsi da unità navali della Guardia Costiera greca e da un mercantile.

I tre siracusani sono stati poi condotti al porto di Khania, sull’isola di Creta, dove poi venivano interrogati. Il peschereccio Fatima II veniva successivamente ritrovato al porto di Rashid, in territorio egiziano, ma nessun testimone ha visto ormeggiare l’imbarcazione iscritta al Registro Navale di Portopalo, nè scendere a terra il suo equipaggio, cioè i due egiziani e il tunisino. I quali dal momento che hanno abbandonato il Fatima Ii si sono resi irreperibili e, nonostante la caccia data loro dall’Interpol, sono riusciti fino ad oggi a farla franca.

In sintesi questo il resoconto fatto innanzi alla Corte d’Assise dal commissario Parini, dal sottotenente Insinga e dal sottufficiale Sigona i quali hanno ricordato che il Fatima II era partito dal porto di Siracusa il 10 luglio 2012 per effettuare una battuta di pesca in acque mediterranee poste tra l’isola di Malta e la Libia.

La prossima udienza si terrà il 13 febbraio per ascoltare altri tre testimoni presenti sull’elenco del Pubblico Ministero. I tre imputati  sono difesi dagli avvocati Alessandro Cotzia, Rosario Giudice e Antonella Reale.

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