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Siracusa. Nuovo ospedale, Alota, Castagnino, Sorbello e Vinciullo: “non convince la proposta del Consiglio Comunale”


vinciullo castagnio alota sorbello - siracusatimesNews Siracusa: nuovo ospedale. La proposta di delibera di Consiglio Comunale non convince Alota, Castagnino, Sorbello e Vinciullo, i quali hanno espresso alcune osservazioni durante la conferenza stampa di oggi:  La delibera, così come è stata formulata, avanza la proposta alternativa di tre diverse posizioni nel territorio: la prima è l’area lungo la viabilità Siracusa-Floridia, in parte in area edificabile C6b3 ed in parte in aree E, cioè agricola. La seconda è in area Pantanelli, nella posizione in cui il Piano Regolatore vigente prevede la realizzazione dello stadio oltre che in aree ancora a destinazione E – agricola. La terza è la soluzione di Piano Regolatore vigente e cioè nell’area tra viale Epipoli e la Traversa La Pizzuta. Per quanto riguarda la prima posizione ipotizzata, gravata da un contenzioso con il Comune e sulla quale l’Avvocatura Comunale avrebbe espresso forte perplessità e riserve in Commissione Urbanistica, perplessità e riserve, a quanto pare, pure manifestate dalla Sovrintendenza, è curioso sia la prima alternativa e non lo sia quella istituzionalmente prevista dal Piano Regolatore Generale vigente”.

“L’effetto di questa prima proposta è quello di “regalare” al proprietario delle aree agricole una megaplusvalenza immobiliare derivante dal fatto che, al fine di ottenere gratis l’area per l’ospedale, di fatto il Comune di Siracusa “pagherà” tali aree non già con danaro, ma attraverso l’attribuzione di capacità edificatoria al terreno agricolo adiacente alla C6b3”.

“Tecnicamente, la Regione e lo Stato “risparmiano” il costo del terreno necessario a realizzare il nuovo Ospedale di Siracusa, saranno invece tutti i cittadini siracusani a pagare in termini di maggiore offerta di edilizia abitativa in città, con ulteriore “depressione” dei valori immobiliari a discapito di tutti i cittadini, soprattutto nella attuale congiuntura economica. Cosa significa questa operazione? La proposta è in aperto conflitto sia con l’indirizzo a suo tempo approvato per il Piano Regolatore vigente, quanto con l’indirizzo generale nazionale, che è quello di riduzione del consumo di suolo per nuova edificazione e non invece quello messo in atto nella proposta di delibera consiliare”.

Nel caso in cui si approvasse questa proposta consiliare, gli effetti sarebbero devastanti per i siracusani, in quanto: la Regione Siciliana e lo Stato risparmiano a danno dei cittadini siracusani, il privato cittadino proprietario delle zone agricole si vede “regalare” la trasformazione di fatto in edificabile dei terreni agricoli interessati.

“È evidente che – hanno proseguito Vinciullo, Alota, Castagnino e Sorbello –  la maggiore capacità edificatoria, così “regalata” di fatto, non è giustificata da nessun fabbisogno edilizio, visto che la città, purtroppo, ha un numero di abitanti sempre in diminuzione. Un ulteriore regalo potrebbe essere fatto anche ai proprietari delle aree originariamente destinate alla costruzione del nuovo ospedale, in quanto occorre, contestualmente, prevedere anche la nuova destinazione di dette aree che, inevitabilmente, non potranno essere “retrocesse” ad agricole, né destinate a servizi trattandosi così di fatto in reiterazione di vincoli pregressi, perché inglobate nel centro urbano, ma potrebbero diventare pienamente edificabili con ulteriore danno alla collettività siracusana e con un ulteriore sacco edilizio, come avvenuto negli anni ’60 e ’70”.

“Per quanto riguarda la seconda proposta, i ragionamenti fatti per la prima soluzione possono essere ripetuti in maniera assolutamente speculare, con l’aggiunta che, trattandosi di terreni soggetti a rischio idrogeologico, il loro insediamento è subordinato al riordino idrogeologico dell’intera area di c.da Pantanelli e dovendosi poi individuare, questo sì risultato veramente eccellente, nuove aree “agricole” per la realizzazione del nuovo stadio”.

“Per quanto riguarda la terza proposta, ancora non riusciamo a comprendere le motivazioni per le quali non si possa dare attuazione alla soluzione di Piano Regolatore Generale vigente, ripetiamo, ancora una volta, l’aggettivo vigente. Scartata l’ipotesi della viabilità, perché assolutamente puerile, in quanto vorremmo ricordare che vi è una viabilità in entrata e una viabilità in uscita, per cui +1 e -1 fa sempre zero, tranne che per il settore urbanistico del Comune di Siracusa, che dovrebbe tenere in maggiore considerazione i diritti dei cittadini siracusani, sembrerebbe che l’altro l’elemento ostativo sia la reiterazione del vincolo di esproprio ed i costi connessi”.

“Si osserva preliminarmente che, se del caso, gli unici che avrebbero dovuto lamentarsi di tale stato di cose dovrebbero essere lo Stato, la Regione stessa e la ASP competente, cioè quelli che tirano fuori i denari per l’acquisto dell’area dove costruire il nuovo ospedale. Ma, ad oggi, non è pervenuta alcuna lamentela se non quella di procedere velocemente. La stessa ASP, con nota del marzo 2016, chiede addirittura di potere attuare la soluzione di Piano Regolatore vigente, anche se, nel rispetto dei ruoli, si dichiara disponibile a prendere in esame ulteriori soluzioni. Con successiva nota di luglio, l’ASP ha fatto presente che l’unica area che intende assolutamente escludere è quella dell’ex ONP”.

“Esattamente un anno dopo dell’inserimento del nuovo ospedale di Siracusa nei programmi di finanziamento ex art.20 legge 67/88, a vincoli di esproprio ancora vigenti, l’ASP di Siracusa ha depositato un progetto di massima al Comune di Siracusa, senza avere risposta alcuna, o in senso positivo o in senso negativo. Si deve, infine, osservare che sembrerebbe comprendersi dalla lettura della delibera che la scelta dell’area per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa prevista nel Piano Regolatore Generale, ancora vigente, sia di fatto totalmente errata. Ma il progettista ed il RUP del Piano originario approvato nel 2007 sono stati interpellati per chiedere conto e ragione e se tali erronee valutazioni ci siano ed in che misura?”.

“Prendiamo atto inoltre che il settore pianificazione del territorio boccia la proposta votata solo qualche settimana fa dalla Commissione Urbanistica di costruire il nuovo ospedale nell’area dell’ex ONP, a dimostrazione che anche gli uffici comunali hanno ritenuto irrealizzabile tale proposta, frutto di scelte strampalate e prive di ogni fondamento urbanistico e giuridico. Prendiamo atto, infine, che oggi il Presidente del Consiglio Comunale di Siracusa dichiara sui giornali candidamente di non saper come fare e di non sapere come procedere”.

“A finanziamento perso per la costruzione del nuovo ospedale, dichiara che convocherà gli uffici legali del Comune, il Segretario Generale e non sappiamo chi altri, ma questo modus procedendi non doveva essere preso in considerazione alla fine del percorso ma doveva essere responsabilmente assunto all’inizio, così come noi chiedevamo. Di fronte a una scelta così traumatica, come quella di cambiare l’area dove costruire il nuovo ospedale, appariva necessario fin dall’inizio costituire una unità di crisi che vigilasse sul percorso intrapreso e aiutasse il settore pianificazione del territorio ad operare una scelta non in linea col Piano Regolatore Generale vigente, invece si è preferita l’altra strada, quella del pressapochismo, quella dell’improvvisazione, quella, tutta in salita, di correre al buio, nella speranza di trovare la meta. Ma le mete si raggiungono attraverso lo studio, l’esercitazione e l’allenamento, non attraverso il caso o la fortuna”.

“Infine – hanno concluso Vinciullo, Alota, Castagnino e Sorbello – la delibera è viziata da un errore di fondo, così come dichiarato in Consiglio Comunale del Dirigente dell’Ufficio legale del Comune. Non siamo al rischia tutto, dove possono giungere in Consiglio Comunale la busta n.1, n2 o n3, nel frattempo si è persa per strada la n.4, ma in Consiglio Comunale deve arrivare una sola proposta e su quella proposta il Consiglio Comunale dovrà votare positivamente o negativamente, non essendo assolutamente possibile immaginare altri percorsi che non appartengono né al diritto né allo statuto e al regolamento del Consiglio Comunale di Siracusa o di qualsiasi altra città al mondo”.

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