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Siracusa, mozione sfiducia Armaro, Zappulla: “Il presidente non gode più del consenso della maggioranza”


Giuseppe Zappulla Siracusa TimesNews Siracusa: “Simona Princiotta aveva ragione…il Consiglio comunale sfiducia Armaro. Ora ha il dovere politico ed istituzionale di dimettersi”. Dichiara il deputato nazionale del Pd, Pippo Zappulla alla luce della mozione di  sfiducia nei confrOnti del presidente del consiglio comunale, Santino Armaro (LEGGI QUI) .  “Quello consumato ieri sera è un atto politico estremamente grave che testimonia, in modo inequivocabile, che il Presidente del Consiglio comunale di Siracusa non gode più del consenso della maggioranza del consiglio. Nonostante l’assenza di tanti consiglieri (diversi di opposizione), su 25 presenti in 14 hanno votato la mozione di sfiducia presentata dalla consigliera del Pd, Simona Princiotta.

“Con un voto chiaramente trasversale, la maggioranza dei consiglieri comunali ha detto ad Armaro di lasciare il ruolo importante e delicato di Presidente del Consiglio. Ruolo, questo, di equilibrio e di garanzia del regolamento e del pluralismo politico che evidentemente Armaro non è stato in grado di garantire ed assolvere. La maggioranza dei consiglieri comunali, oltre le appartenenze di partito e di schieramento, ha inteso esprimere un giudizio negativo e di inadeguatezza di Armaro in quel ruolo”.

“Al di la’ dei tecnicismi, sensibilità democratica impone di prendere atto di un voto palesemente e clamorosamente di sfiducia. Comprendo la umana conferma della fiducia espressa dal Sindaco che, forse travolto dal pathos, ha confuso il loro rapporto personale con quello istituzionale, ma votare la sfiducia al Presidente spetta ai consiglieri comunali e non certo al Sindaco. Pur essendo stata inopinatamente trasformata da mozione di sfiducia in atto di censura, è chiarissimo che Armaro non gode più della fiducia della maggioranza del Consiglio e quindi deve rassegnare immediatamente le sue dimissioni da Presidente del Consiglio comunale”.

“In ogni caso, anche nella malaugurata ipotesi di un incomprensibile a grave atteggiamento di arroganza, insistono nella casistica giuridica norme precise che ne prevedono e impongono la decadenza. Ma sarebbe davvero cosa triste e imbarazzante per un esponente del Partito democratico, costringere qualche consigliere ad attivare ricorso legale per una palese e inequivocabile sfiducia politica”.

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