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Siracusa, morte Eligia Ardita. Una folla silenziosa ha partecipato alla fiaccolata in memoria dell’infermiera 35enne


News Siracusa: un corteo silenzioso e composto ha partecipato, stringendo delle candele in mano, alla fiaccolata organizzata minuziosamente dalla famiglia Ardita in memoria di Eligia e Giulia.

Un corteo per ricordare i cinque mesi trascorsi da quel maledetto giorno che vide morire Eligia e la piccola, di otto mesi, che portava in grembo.

Circa quattrocento persone hanno marciato con una “richiesta” di giustizia stampata su delle magliette bianche. In molti, infatti, hanno raccolto l’appello della famiglia Ardita partecipando alla fiaccolata sia per tenere viva la memoria ed il ricordo dell’infermiera 35enne sia per chiedere giustizia e verità su una morte ancora da chiarire che vede un’inchiesta aperta da parte della magistratura.

Il corteo è partito da via Calatabiano ed ha visto in prima fila i familiari di Eligia Ardita. Presente per tutto il corteo padre Aurelio Russo, il parroco della chiesa del Plemmirio dove si sono celebrati i funerali di madre e figlia. Una preghiera ha dato via alla fiaccolata mentre padre Aurelio ha parlato del diritto di tutelare la vita e di conoscere la verità. Ha pregato per Eligia e Giulia, per la famiglia Ardita e per tutti i partecipanti alla fiaccolata affinché la luce dei Signore illumini sempre il cammino di tutti.

Vogliamo andare fino in fondo e conoscere la verità, qualunque essa sia“. Sono queste le poche parole pronunciate dalla sorella di Eligia, Luisa, dal fratello Francesco e da papà Agatino.

Un momento di dolore unito alla forza e alla solidarietà verso una famiglia che ha davvero bisogno di sentire il calore umano attorno.

Voglio ringraziare tutti i presenti – afferma Luisanessuno escluso. Ho visto delle facce amiche ed anche qualche politico che ha partecipato silenziosamente e senza farsi troppa pubblicità ad un momento particolare. Un momento di preghiera, riflessione e ricerca del vero“.

Il corteo una volta giunto davanti al palazzo di Giustizia ha lasciato volare in cielo dei palloncini e delle colombe. Un gesto silenzioso e composto. Un gesto che ha commosso i presenti. Che quei palloncini liberati in cielo insieme al volo delle bianche colombe possano arrivare fino ad Eligia e Giulia per renderne onore e dimostrare che chi è rimasto sta continuando a lottare con le unghie e con i denti per far si che la loro morte non finisca nel dimenticatoio e trovi giustizia.

Sfogliamo delle foto e rivediamo Eligia da bambina. Sorridente. Con una grande frangetta nera e gli occhi innocenti mentre posa per una foto scolastica. Continuiamo a scorrere e vediamo le foto di ieri dove la macchina che guidava la fila mostrava una foto di Eligia e una della piccola Giulia con lo stesso sguardo innocente di chi, purtroppo, non è riuscito a sorridere alla vita.

E poi, rimane un ricordo. Gli occhi, grandi come quelli di Eligia che scrutano la sorella Luisa mentre tiene stretto con una mano padre Aurelio e con l’altra stringe tra le dita, quasi nervosamente, un ciuccio che sarebbe stato per la piccola Giulia e che con un laccetto ha messo al collo come un gioiello prezioso.

 

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