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Siracusa, morte Eligia Ardita: i 5 punti che non tornano sottolineati dal settimanale “Giallo”


Eligia Ardita Giallo Siracusa Times

News Siracusa: sono trascorsi quasi otto mesi dalla morte di Eligia Ardita, giovane infermiera aretusea e della piccola Giulia che portava in grembo da otto mesi.

Otto lunghi mesi durante i quali la famiglia Ardita non ha mai trovato pace in quanto sulla morte di Eligia ci sono ancora molti punti da chiarire. Dopo aver pensato ad un caso di malasanità, infatti, l’autopsia effettuata dal medico legale Orazio Cascio ha fatto emergere delle lesioni al capo della giovane Eligia. Lesioni che, a quanto pare, sarebbero incompatibili con un semplice ed accidentale urto contro il pavimento o un’altra superficie. S’innesca, in questo modo, il sospetto che le ecchimosi in testa dell’infermiera aretusea, possano essere compatibili con “l’azione violenta reiterata di terzi”.

La perizia esclude, quindi, che la morte della Ardita possa essere collegata a delle condotte colpose da parte dei sanitari che hanno prestato soccorso alla donna. Dalla perizia, inoltre, emergerebbe che l’Ardita non era affetta da nessun tipo di patologia, come invece si era detto all’inizio riconducendo le cause del decesso ad un precario stato di salute.

Un quadro complesso e delicato quello che vede la famiglia della puerpera siracusana al centro di un dolore che non trova pace. Dal caso di malasanità, infatti, il caso si è spostato verso un omicidio.

La magistratura alla luce dei fatti ha iscritto nel registro degli indagati il marito dell’infermiera aretusea, Christian Leonardi.

Il delicato caso della morte dell’Ardita è rimbalzato velocemente verso i media nazionali. Da “Chi l’ha visto?” a “Estate in Diretta” a “La Vita in Diretta” fino a “Mattino Cinque“. Dalla Rai a Mediaset tutti uniti per cercare di far luce su una morte che sta facendo discutere in maniera molto accesa l’intera città di Siracusa.

Il caso è stato attenzionato dal settimanale “Giallo” diretto da Andrea Biavardi, grazie al collega Gian Pietro Fiore che oltre a narrare quanto accaduto in quella sera di gennaio ha messo in evidenza 5 punti che non tornano e che sono stati pubblicati, dallo stesso settimanale:

1. L’INSULTO DELLA TORTA. Un mese dopo la morte di Eligia, in occasione del compleanno del padre Agatino, il marito Christian Leonardi regalò al suocero una torta raffigurante un’immagine volgare e irriverente. Il regalo è stato interpretato come un gesto di disprezzo e rivincita.

2. I VESTITI DI ELIGIA. Al momento della morte, Eligia indossava un maglione diverso da quello che indossava a cena. Ecco perché secondo Agatino le prove della colpevolezza del genero sono da cercare all’interno dell’abitazione. Gli inquirenti hanno infatti sequestrato un plaid marrone, i pantaloni del pigiama e 5 foto della vittima con diversi capi di abbigliamento. 

3. I MESSAGGI DEL GIORNO PRIMA. Nella memoria del telefonino di Eligia sono stati trovati dei messaggi che la donna mandò al marito la sera prima del delitto. In questi messaggi Eligia chiedeva a Christian un confronto faccia a faccia. Segno che tra i due ci fu un violento litigio. 

4. L’ALLARME LANCIATO IN RITARDO. Quando i medici sono arrivati a casa di Eligia il cuore della donna aveva già smesso di battere da circa mezz’ora. Lo confermano tre medici e l’equipaggio di soccorso. Perché Christian Leonardi ha tardato così tanto a chiamare i soccorsi?

5. IL FINTO MALORE. Il marito di Eligia ha sempre detto che la moglie è morta a causa di un malore nel sonno. La circostanza è stata ampiamente smentita dai risultati dell’autopsia, che ha invece permesso di scoprire un grosso ematoma alla testa. Proprio quel colpo avrebbe causato un trauma cranico, che ha poi provocato un rigurgito e quindi la morte per asfissia. 

Mentre papà Agatino, mamma Graziella la sorella Luisa e il fratello Francesco non si fermano e chiedono sia giustizia sia la velocizzazione dei tempi i sospetti si concentrano sulla figura del marito tanto da far aprire, da parte della Procura di Siracusa, un’inchiesta sulla vicenda.

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