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Siracusa, morte Eligia Ardita: ascoltato il fratello di Christian Leonardi


Siracusa. Si torna nell’aula della Corte d’Assise per il processo di primo grado a carico di Christian Leonardi, accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio della moglie Eligia Ardita, incinta all’ottavo mese.

In tribunale, questa mattina, la testimonianza  di Pierpaolo Leonardi, il fratello dell’imputato, che ha preferito attendere l’inizio dell’udienza fuori dall’aula in compagnia della moglie. E’ comparso davanti ai giudici della Corte d’assise, Pierpaolo, non riuscendo a trattenere le lacrime durante il giuramento, con rispetto e la piena comprensione di tutti i partecipanti nell’aula.

Dopo qualche momento di esitazione si è proceduto, quindi, con l’esame del pm Fabio Scavone. In questa fase dell’interrogatorio le domande hanno riguardato i fatti del 19 gennaio 2015, la notte in cui Eligia Ardita morì. “Inizialmente non ho nutrito dubbi sull’innocenza di mio fratello – dichiara il teste -, pensavo fosse stato usato come capro espiatorioDopo l’autopsia ho cercato di capire la verità sulla morte di mia cognata”. 

Otto lunghi mesi alla ricerca della verità, fino al giorno della confessione di Christian alla caserma dei Carabinieri il 29 settembre 2015.  Quella confessione che poi è stata ribaltata dopo il clamoroso passo indietro di Christian contenuto in una memoria di dieci pagine che i difensori di Leonardi, hanno consegnato alla stessa Corte d’Assise durante l’udienza del 29 aprile 2016.

In quegli otto lunghi e interminabili mesi Pierpaolo dice di non aver mai dubitato dell’innocenza del fratello, fino al giorno del sopralluogo dei Ris nella casa dei coniugi, in via Calatabiano. I rilievi hanno permesso l’acquisizione di tracce che lasciano ipotizzare una colluttazione e un segno di trascinamento delle macchie dal salotto alla camera da letto. Il legale difensore, all’epoca Aldo Scuderi, non ha avuto più dubbi sulla colpevolezza di Christian, e costituirsi sembrava essere l’unica scelta sensata per il legale. Da quel momento, partirono le discussioni, fino a notte fonda, l’insistenza di Pierpaolo nei confronti del fratello per capire se fosse lui il responsabile della morte della moglie e della piccola Giulia. Per otto  mesi sono impazzito – dice Pierpaolo – poi per me è successo l’impensabile”. Pierpaolo si confessa, nel corso della discussione alla corte d’Assise e a tutte le parti: “Ho subito una forte depressione dopo la notizia e l’arresto di Christian, ho rischiato di mandare in frantumi la mia famiglia, adesso devo rimettere insieme i cocci”. Il teste, seppur con difficoltà ha comunque risposto a tutte le domande del pm Scavone.

La parola è passata poi alle parti civili. L’avvocato Cristiano Leonardi, oggi in sostituzione del legale della famiglia Ardita, Francesco Villardita. Discussi con il teste alcuni momenti successivi alla morte di Eligia. Il giorno della tumulazione della cognata, il trasferimento di somme in denaro al fratello, e delle “significative esperienze” di Christian Leonardi in Romania.

Subito dopo, è arrivato il momento dell’esame e poi del contro esame dell’avvocato Vera Benini, assente la collega Felicia Mancini.

Il prossimo appuntamento in aula è stato fissato per l’otto novembre.

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