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Siracusa, Monumento ai Caduti in Africa: solo vandali, scritte spray e rifiuti a ricordarlo


foto dal web

News: restano li fermi, immobili, al lento e mutevole trascorrere del tempo. Destinati a ricordare le gesta e le imprese di ignoti che hanno combattuto oltre mare e non sono più tornati. “Il Monumento ai Caduti in Africa” soffre, anche se non si vede, sporco imbrattato e mutilato da altri ignoti che però non conoscono il rispetto. Quel senso civico che forse una volta era insegnato nella scuole e che oggi è stato cancellato per sempre, come un colpo di spugna alla lavagna. E l’attenzione, anzi la polemica ritorna, come sempre, dal cittadino. Stanco e amareggiato di vedere quel Monumento, quel bianco oltraggiato da scritte colorate e senza senso.

Gli attacchi vandalici sembrano non essere solo argomento di attualità. Il Monumento Ai Caduti d’Africa pare sia stato colpito da una vera e propria “maledizione”. L’opera fu progettata nel 1938 e destinata alla città di Addis Abeba in Etiopia. Al termine del 1952, però, a guerra finita e a Impero perso il governo italiano decise di portare l’opera a Siracusa. Il monumento però, prima di trovare una destinazione, rimase a lungo abbandonato in depositi e magazzini, e così diversi pezzi che lo componevano furono rubati e distrutti. Il monumento comprende sei statue in bronzo e una di questa (il sesto bronzo raffigurante un lavoratore che portava tra le mani un piccone) per colpa di un atto vandalico, fu stato distrutto e gettato tra gli scogli. E’ chiaro comprendere che, nonostante il riferimento all’ideologia fascista, la qualità artistica è innegabile che rendono il “Monumento” un’opera d’arte che meriterebbe di essere tutelata e valorizzata.

Ritornando al presente, sui social i commenti dicono: “mattonelle staccate, scritte di giovani imbecilli. Nessuno degli amministratori passa da questo luogo? O si chiudono gli occhi e vanno avanti”. Qualcuno scrive che “bisognerebbe arrendersi all’evidenza e lasciare tutto com’è” perchè, altri scrivono –  “siamo fatti cosi noi siracusani, non ci meritiamo niente”. Dall’altra parte altri utenti forniscono diverse soluzioni al problema come un sistema di video sorveglianza, una gestione privata. Atri ancora pensano che sia una battaglia che l’educazione deve vincere contro l’inciviltà, contro generazioni di giovani, perdute e senza valori.

Oggi si celebra il settantunesimo anniversario della fondazione della Repubblica. E’ un giorno in cui si dovrebbe riflettere su cosa significhi essere italiani oggi, in un’epoca in cui la popolazione sta cambiando così tanto. E’ proprio da quel Monumento, o meglio dal passato, sulla base dei valori che hanno fondato questa Repubblica che si dovrebbe ripartire. In questo senso siamo o almeno dovremmo essere tutti nuovi Italiani. E allora potremmo dire: “Perdonaci, Monumento, se facciamo fatica a non rispettarti ma diventa ogni giorno più complicato”.

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