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Siracusa. Mondiali di Canoa Polo, boom di ascolti su Rai Sport. Vastola: “una vittoria per i canoisti italiani”


mondiali canoapolo - siracusatimesNews Siracusa: è stata un’emozione indescrivibile quella vissuta sulle tribune in Ortigia o da casa, in diretta Rai, domenica pomeriggio. Vincere un mondiale non è cosa da tutti i giorni e fino a domenica, nella canoa polo italiana, non era mai accaduto (leggi qui).

I dati d’ascolto della diretta Rai confermano come la canoa polo sia uno sport più che mai appetibile e pronto ad entrare in palcoscenici importanti. L’epica finale del mondiale siracusano tra Italia e Francia ha infatti collezionato circa 452.000 contatti su un totale giornaliero, mentre 1.300.000 contatti nell’arco dell’intera programmazione di Rai Sport 2.

A livello di share, la sfida conclusiva del torneo iridato con il golden goal di Edoardo Corvaia ha toccato lo 0,33%, dato nettamente superiore rispetto alla media del canale che si attesta sullo 0,03% e che ha superato di molto, ad esempio, la Diretta Azzurra dedicata alla nazionale italiana di calcio andata in onda alle 19.56 su Rai Sport 1 con collegamenti da Coverciano, arrivata nello stesso giorno allo 0,06% con 102.000 contatti.

Un successo, agonistico e mediatico, che ha portato poi la canoa polo su numerosi media nazionali e locali, con un tam tam mediatico sui social (Facebook in primis) che non ha paragoni nella storia di questo sport. La canoa polo insomma, dati alla mano e come anticipato durante la cerimonia di apertura del mondiale dal presidente federale Luciano Buonfiglio, ha tutte le carte in regola per entrare nel programma olimpico.

“Le emozioni di Siracusa sono state straordinarie, vissute appieno e nel cuore di una città che ha interpretato alla perfezione questa settimana di gare – commenta il direttore tecnico azzurro Rodolfo Vastola è andata bene, è andata davvero bene e siamo soddisfatti. Ma siamo soddisfatti non soltanto per la medaglia d’oro mondiale dei senior azzurri; lo siamo anche per il bronzo conquistato dall’under 21, per l’ottimo quinto posto delle ragazze che si sono qualificate per l’appuntamento dei World Games e per la crescita delle azzurrine. Sono aspetti positivi che denotano la qualità del lavoro di squadra fatto a 360 gradi. Questi risultati non sono frutto di un weekend di lavoro ma rappresentano anni di impegno e dedizione. Da parte di chi era a Siracusa e anche di chi in questi anni ha lavorato, contribuito e sudato alla crescita del nostro sport. Un lavoro che si è visto in tutto il suo apice grazie alla diretta televisiva e che ha origini lontane”.

L’emozione è ancora viva in Rodolfo Vastola, condottiero instancabile dello squadrone azzurro che ha lottato su ogni pallone per portare a casa un trionfo difficile da descrivere: “Sono stati giorni a volte non facili, ma siamo stati bravi a rimanere concentrati e ad arrivare fino alla fine. Ci tengo a ringraziare tutti, sperando di non dimenticare nessuno. Dal Presidente Buonfiglio al consiglio federale, ai consiglieri Fabiano Roma e Daniele Insabella che si sono immersi nel vero senso della parola in questa avventura; ai tecnici che prima di me hanno seguito questo settore partendo da Andrea Donzelli, Christian Aprile e Klaus Pagano, con quest’ultimo che considero il precursore di questo modo di gestire il gruppo; una gestione basata su valori come il rispetto, l’amicizia e la comunione di intenti verso un obiettivo comune che si porta a casa solo grazie al lavoro collettivo”.

Ringrazio – prosegue Vastola tutti i miei atleti, lo staff tecnico, logistico e federale qui a Siracusa e ringrazio tutti coloro che sono arrivati ad un passo dalla nazionale per questa avventura e che hanno lottato fino alla fine per farne parte. Ringrazio tutti gli atleti del passato che hanno contribuito, con la loro qualità e la loro determinazione, a far crescere l’intero movimento fino a portarlo all’oro mondiale. Gianni Lodato, Fabrizio Santino, Ciro Lucci, Gianluca Di Stefano sono i primi nomi che mi vengono in mente ma so che non sono gli unici; l’emozione è ancora tanta e c’è bisogno ancora di qualche giorno per riordinare le idee. Il mio è un grazie a tutti coloro con i quali ho lavorato in questi anni tra momenti facili, disaccordi, discussioni, successi e incomprensioni, gioie e attimi spettacolari”.

Ricordi siracusani che tornano indelebili nella mente del direttore tecnico azzurro: “Una menzione particolare la voglio fare ai due azzurri che, presenti a Siracusa, sono rimasti fuori dagli otto al via in finale. Escludere dagli otto Paolo Di Martino e il capitano Diego Pagano non è stata per me una scelta facile. Avrei voluto portare in acqua tutti e dieci i giocatori per condividere con loro questa grande gioia. E tutti, dico tutti, avrebbero meritato di giocarla. Le scelte però vanno fatte e onore, e rispetto, per come Paolo e Diego hanno accettato questa mia scelta per la quale, lo ammetto, ho passato alcune notti in bianco. Diego Pagano è il capitano della nazionale e il fatto di aver accettato la mia scelta in questo modo lo rende ancor più simbolo di questo nostro movimento. Il golden goal di Edoardo Corvaia ci ripaga di tutto. E credo che questo non sia soltanto il mondiale di tutti i canoapolisti italiani; credo che sia il mondiale di tutti i canoisti italiani. La polo, per le sue molte difficoltà, è un mix. Ed è per questo che molti di noi si sono allenati in acqua piatta ma anche sui fiumi e tra le rapide; abbiamo incrociato le nostre pagaie con velocisti, maratoneti, discesisti, slalomisti e atleti della paracanoa. E con loro, anche grazie a loro, grazie a tutti i canoisti italiani e non solo, siamo cresciuti”.

“Il successo ottenuto dalle nostre quattro squadre a questo mondiale – continua Vastola è frutto del lavoro e dell’impegno di tutti quegli allenatori e tecnici di club che nei centri di riferimento e nelle singole società polistiche lavorano giorno dopo giorno per i giovani e la squadra. Con loro mi sono confrontato, ho avuto modo di confermare alcune mie convinzioni e di rivederne delle altre, mettendomi in discussione e lavorando sempre per il bene di questa nostra nazionale”.

Alla domanda “Cosa resta, ora, dopo questa vittoria?” il tecnico azzurro risponde: “Restano la soddisfazione e resta la fame di vincere ancora. Il Presidente Buonfiglio, da quando lo conosco, mi ha sempre spronato chiedendomi di “trovare soluzioni e non alimentare i problemi”. In questo mondiale, di fronte alle difficoltà, abbiamo cercato soluzioni e i risultati si sono visti. A otto secondi dalla fine del secondo tempo e sotto di un goal anzichè disperarci abbiamo trovato il pareggio. All’overtime, anzichè mollare, abbiamo messo in rete il golden goal con Edoardo Corvaia; ecco, con questa spinta e con la volontà di trovare soluzioni dico che di fame, il sottoscritto, ne ha ancora tanta. Ho vinto molto e il mondiale potrebbe essere l’apice. Ma all’appello mancano trofei che sono alla nostra portata. Il mondiale under 21 ad esempio, quello femminile, l’europeo under 18 qualora dovesse essere organizzato, è ovviamente i World Games. Vincerli, per chi come me è sempre proiettato al miglioramento, è un ulteriore obiettivo. E credo che dopo questo mondiale, la strada sia quella giusta”.

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