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Siracusa: Milazzo di Progetto Siracusa bacchetta il sindaco su Open Land e Servizio idrico


Massimo Milazzo

Avv. Massimo Milazzo, consigliere comunale Progetto Siracusa

News Siracusa: il consigliere comunale di Progetto Siracusa, Massimo Milazzo interviene sulle vicende Open Land e Servizio Idrico.

Nell’uno e nell’altro caso – dichiara Milazzo il sindaco non ha cercato la discussione e la concertazione della soluzione con l’intero consiglio comunale e con tutte le rappresentanze politiche cittadine poichè ha scelto di avventurarsi da solo. Non ha pensato alla forza  euristica della scelta che nasce dal confronto dialettico e alla forza politica della scelta che deriva dalla condivisione con le varie espressioni politiche cittadine. Ha voluto far tutto da solo e adesso il risultato è sotto gli occhi di tutti“.

L’esponente di Progetto Siracusa, esprime il proprio rammarico per la decisione adottata  dal Consiglio di Giustizia Amministrativa di respingere le difese del comune di Siracusa e per la nomina di un consulente di ufficio per calcolare il risarcimento, di circa 26 milioni di euro, da versare all’Open Land.

Quando nel giugno del 2014 avevo posto il problema in consiglio comunale – continua Milazzo mi era stato risposto che non c’era nulla di cui preoccuparsi e in quella sede la giunta comunale non volle aprire un confronto sulla gestione della vicenda.

Massimo Milazzo bacchetta il primo cittadino anche per il servizio idrico.

Il sindaco ha preferito fare tutto da solo e scegliere di affidare il servizio idrico e fognario ad un’associazione temporanea di tre imprese selezionata senza gara pubblica e senza nemmeno chiedere, prima di ogni altra interlocuzione, il certificato antimafia.

Il risultato è che: una delle tre imprese, particolarmente attiva nella Locride, non ha fornito il certificato antimafia e ha dovuto recedere dall’ati; dopo sette mesi il servizio idrico, fognario e di smaltimento dei fanghi è ancora gestito in maniera “provvisoria” dal comune dando luogo ad innumerevoli e sempre più pesanti disservizi  a carico dei siracusani e ad un’inarrestabile emorragia finanziaria a carico delle casse comunali; ancora oggi è nuvoloso ed incerto il futuro dei lavoratori dell’ex Sai 8 e delle loro famiglie. Eppure anche su questo tema io ed altri consiglieri avevamo più volte invitato l’Amministrazione a dialogare con tutte le forze consiliari nell’interesse superiore della città e, da ultimo, nel consiglio comunale aperto del 19 dicembre 2014 avevo avvertito sull’errore politico/amministrativo di aprire le porte del Comune ad aziende non previamente conosciute e che i quotidiani nazionali avvertivano intrattenere rapporti sensibili nella Locride.

Invito – conclude Milazzotutti i protagonisti della vita politica cittadina ad una seria assunzione di responsabilità affinché, ove il sindaco decida di condurre insieme queste due, oramai difficilissime avventure, si possa lavorare uniti per tirare Siracusa fuori da questi guai“.

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