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Siracusa: Miceli del CNA scrive alle istituzioni in merito all’occupazione giovanile


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Gianpaolo Miceli, coordinatore del CNA

News Siracusa: il coordinatore del CNA, Giovani Imprenditori, Gianpaolo Miceli, scrive una lettera aperta alle Istituzioni regionali di ogni ordine e grado e alla Deputazione nazionale siracusana in merito all’occupazione giovanile e alle scelte assunte dal Governo nazionale.

Riportiamo la lettera del coordinatore Miceli.

“Sento la necessità di scrivervi per manifestare l’estremo stato di disagio per i recenti naufragi delle tante iniziative varate da questo governo a sostegno dell’occupazione giovanile e dell’autoimprenditorialita’.

Per dovere di cronaca, e per tenerlo presente sempre ed in ogni circostanza, voglio ricordare che la nostra regione presenta una vistosa dicotomia nel mondo del lavoro  giovanile. Una disoccupazione che, nella fascia d’età compresa tra i 15-29 anni, ha raggiunto il 50% (con un incremento di quasi venti punti percentuali dal 2009 ad oggi) ed una massa di giovani imprenditori che supera le 60.000 unità e che incidono per 14% dell’imprenditoria siciliana (dato di gran lunga superiore alla media nazionale del 10%).

A fronte di questa situazione di estrema difficoltà ma di contestuale dinamismo abbiamo risposto con una sfilza di azioni, interventi, bandi e avvisi. Programmi quasi sempre validi nei principi e nella strategia ma sempre degenerati in drammatiche “corse al tirocini”, annunci di bandi mai pubblicati o infinite attese per graduatorie mai pubblicate o a rischio revoca.

Non è, badate, un mero sfogo (pur giustificabile alla conta dei fatti) per aver svilito l’entusiasmo di migliaia di ragazzi ma la convinzione di quanto sia necessario dare, oggi più di ieri, una prospettiva nuova agli stimoli dei giovani siciliani che, nonostante tutto, continuano a fare impresa ed a ricercare competenze utili per guardare con determinazione al futuro.

Da oltre dieci anni mi occupo di supporto alla creazione d’impresa e osservo le dinamiche di un territorio stanco, disorientato ma che ha proprio nei ragazzi una solida leva per superare un momento delicato. Il rischio inevitabile è quello di relegare questo principio a freddi convegni, vuote campagne di comunicazione o, peggio, materia di lavoro per il malaffare ed il malcostume.

Vengo al merito della mia missiva che vuole essere uno stimolo a ravvivare una fiamma mai spenta e dare concretezza ai tanti e utili strumenti di sviluppo fermi o mai partiti.

Va data assoluta priorità allo start degli incentivi sul programma Garanzia Giovani dando il via entro il Marzo p.v. ai tirocini che pur non determinando immediate impennate dei tassi di occupazione rappresentano un valido strumento per acquisire competenze (e questo i giovani lo hanno ben chiaro), lo stesso vale per la mobilità nazionale e transnazionale ed i percorsi di formazione per i quali (non lo nascondo) la scelta di affidarsi solo agli ex sportelli multifunzionali e’ un grandissimo rischio.

E’ necessario dare corso alle previsioni ed agli strumenti previsti dal c.d. Piano Giovani Sicilia con particolare riferimento alla creazione d’impresa, affidandosi alle associazioni di categoria che darebbero garanzia di risultato e, tra l’altro, un risparmio all’ente perché pronte a farlo gratuitamente. So bene che molto dipende e dipenderà dalle sorti dei fondi ad esso destinati ma fare chiarezza e porre questo come obiettivo primario sarebbe già un modo per dare un segnale dopo i vistosi errori del passato.

Insieme a tutto questo ho personalmente molta apprensione alle sorti del programma CreAzioni Giovani per cui si paventa un blocco mortale per ragioni formali. Quella esperienza dal piccolo budget, in verità, rappresentava uno stimolo molto interessante per migliaia di giovani che hanno risposto in massa con progetti che avrebbero inevitabilmente generato micro imprese. Anche qui e’ necessaria chiarezza e tempi ben definiti per scongiurare un ennesimo flop.

Infine, me lo consentirete, uno sguardo al magnifico legame che in questa terra lega chi, dopo decenni di lavoro, e’ pronto a cedere il timone della propria esperienza e chi vorrebbe raccoglierlo facendone tesoro, magari innovando, puntando a nuovi mercati e investendo. E’ il personale riferimento a quella trasmissione d’impresa da molti snobbata e presa sottogamba. Invero in migliaia ancora oggi chiudono cancellando quel know how e sprecando ottime opportunità di business. E’ una preghiera per la nuova programmazione, perché, nonostante tutto, c’è ancora tanto da fare..e a noi piacerebbe solo poterla giocare questa  partita”.

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