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Siracusa. L’On. Zappulla sul caso Cisma: “occorre rivedere fin da subito il piano rifiuti in Sicilia”


News Siracusa: “occorre rivedere subito e con grande serietà il piano rifiuti in Sicilia, per evitare che si assista al proliferare indiscriminato delle discariche private. Si blocchino nuove autorizzazioni e allargamenti di quelle esistenti almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza sull’iter, sulle eventuali coperture politiche e infiltrazioni criminali e di tutte le discariche”. Lo chiede Pippo Zappulla, deputato di “Articolo 1, Movimento Democratico e Progressista”, intervenendo nuovamente sulla vicenda Cisma. L’impianto di smaltimento realizzato a Melilli dalla famiglia Paratore, presunti prestanome di una cosca catanese, è oggetto di due inchieste da parte della Dda di Catania e della Procura della Repubblica di Siracusa (leggi qui).

“Massimo sostegno al lavoro della magistratura – dichiara il parlamentare – impegnata in indagini che gli abitanti del triangolo industriale seguono con grande attenzione. Bisogna fare piena luce sulle eventuali complicità e compiacenze, anche a livello politico, di chi aveva il compito di autorizzare e sorvegliare”.

“Questa popolazione martoriata da cancro e inquinamento pretende risposte chiare e soluzioni immediate – prosegue il parlamentare Mdp -, a partire dalla revisione di tutti i procedimenti amministrativi relativi alle autorizzazioni per le discariche. Lo screening rigoroso non si deve limitare a quest’area, ma deve investire tutto il territorio regionale”.

“Credo utili le verifiche della Commissione Parlamentare sui rifiuti così come importante una sessione della Commissione Nazionale Antimafia perché in Sicilia si dice che chi tocca i rifiuti muore e non di malattia. Per queste ragioni nessuno deve essere lasciato solo in questa battaglia di legalità e la Magistratura deve sentire il sostegno delle istituzioni e dei cittadini”.

“E’ arrivato il momento – conclude l’onorevole Zappulla – che si riveda a fondo l’intero sistema dello smaltimento e dei rifiuti, sul quale le inchieste della magistratura stanno avanzando pesanti dubbi. La Sicilia e i siciliani non si possono più permettere nessun tipo di inquinamento, né ambientale né morale”.

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