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Siracusa: lettera di Miceli al premier Renzi sul non rifinanziamento della misura dell’autoimpiego


Miceli

Gianpaolo Miceli

News Siracusa: il giovane industriale Gianpaolo Miceli scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi accusandolo di “autogol” per quando concerne la scelta, adottata dal numero uno di Palazzo Chigi, di non rifinanziare la misura dell’auotimpiego.

“So che stai cercando di fare un gran lavoro – scrive Miceliso che cambiare l’Italia è un esercizio complesso, so che per strada si finisce per lasciare qualche errore ma ciascuno ha il suo compito ed il mio è quello di rappresentare il disagio, per quello che finirà per essere non un piccolo incidente di percorso ma un autogoal clamoroso.

La decisione di non rifinanziare la misura dell’autoimpiego (misura gestita discretamente da Invitalia) è uno schiaffo gratuito ai tanti disoccupati dotati di un mix per nulla scontato di competenza e coraggio, quel coraggio che è nelle corde solo di chi decide di non aspettare la provvidenza e fare da se, fare impresa magari innovando e occupando personale. Determinare oltre 5 miliardi di investimenti e quasi 200.000 occupati non è un insieme di dati buttati li per impressionare, è un contesto di uomini e donne che navigano contro l’incontrastabile corrente della disoccupazione giovanile e del generale impoverimento del mezzogiorno.

Ho deciso di scriverti per non abbandonarmi al solito post di retroguardia su qualche social. Ti scrivo perché un pezzo del lavoro dell’Italia, che può e deve farcela, è fatto dai piccoli e principalmente dai giovani del sud. Lo sai che il saldo tra imprese nate e cessate è arginato da questa gente? E ti do una notizia: una gran fetta viene dal sud. Vada per una revisione degli incentivi ma non urbi et orbi, ancor più che queste misure prevedono una attenta valutazione del business, delle competenze e delle prospettive dell’idea.

La mia non vuole essere una preghiera ma una esortazione ad una maggiore consapevolezza del valore di un paese che dici di voler cambiare. Noi siamo disposti a cambiarlo insieme, con coraggio e mettendoci del nostro ma se avviliamo la parte più viva del paese non ce la faremo.

C’è una massima che mi piace ripetere sempre, la disse un celebre allenatore di baseball americano in una intervista alla TV: gli chiesero quale fosse il destino della sua squadra e lui rispose senza batter ciglio “sa…il futuro non è più quello di una volta”.

Yogi Berra non immaginava certo quanto attuale sarebbe diventata questa battuta ma è il pensiero delle migliaia di giovani che decidono di fare da se rischiando, innovando e dando valore allo spirito laborioso e d’avanguardia del nostro paese.

Matteo – conclude Miceli – guardiamo al futuro insieme ma non slacciamo i cavalli che trainano questo pesante carro (così Churchill amava definire le aziende, robusti cavalli che trascinano carri pesanti)”.

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