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Siracusa: Lavoratori del Consorzio Bonifica scrivono al presidente Mattarella: “senza stipendio da novembre”


consorziobonifica - siracusatimesNews Siracusa: una nuova richiesta di aiuto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo gli ex dipendenti della Provincia Regionale di Siracusa (LEGGI QUI). Questa volta si tratta dei lavoratori del Consorzio di Bonifica 10 sede di Belvedere. Dal mese di novembre ad oggi tutti i dipendenti dei Consorzi in Sicilia non percepiscono alcuna mensilità. Nella lettera si esprime la preoccupazione fondata,  che la sorte dei dipendenti dell’Ente Pubblico vigilato dall’Assessorato alla Agricoltura costituito con legge regionale 45/92,  legata ad una riforma del comparto che da anni si preannucia ma che di fatto non è mai approdata in legge.
I Consorzi di Bonifica  hanno svolto nella storia dell’agricoltura siciliana verso la fine dell’ 800 ad oggi un ruolo riconosciuto da tutti, per le opere realizzate e messe in funzione necessarie agli agricoltori ed a tutto il comparto agroalimentare.  Oggi lo spettro è di essere considerati un peso per poi finire nella sacca del precariato diffuso, o di essere considerati inutili, per gli oltre 1000 dipendenti a tempo indeterminato e per i restanti 1200 precari e le loro famiglie, hanno deciso di consegnare al Presidente Mattarella alcune considerazioni sul ruolo e sulle possibilità di rilancio del settore.
Pubblichiamo integralmente La lettera degli dipendenti del Consorzio di Bonifica 10 sede di Belvedere inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, perché è il Presidente della Repubblica Italiana,   perché è un siciliano ed in quanto tale conosce bene la sua problematica terra e perché è il supremo garante dei diritti degli italiani e quindi anche dei nostri. 

Anche noi, lavoratori del Consorzio di Bonifica di Siracusa, dopo aver letto ciò che gli  ex dipendenti delle Province Le hanno rappresentato in una nota che descrive sconforto e desolazione, insieme alle nostre famiglie  ci siamo sentiti accumunati da una medesima sorte.

Condividiamo difficoltà enormi e avvertiamo un frustrante stato di abbandono. Da tempo ormai, ogni 4 mesi, ciclicamente, non ci vengono corrisposti gli stipendi e, sul piano generale, è gravissimo osservare lo stato da malati terminali in cui versano Enti Locali un tempo prestigiosi per competenze ed attività o Enti Pubblici ridotti sull’orlo del default.

Aver basato il futuro delle nostre famiglie su una stabile e sicura occupazione, aver contribuito alla crescita socio economica della nostra Sicilia in maniera puntuale ed onesta, ha avuto esito infelice ed oggi ci ritroviamo a pensare cosa e come fare per vivere.

Ci piace ricordare a chi non la conosce, e di certo non si tratta di Lei Signor Presidente, la storia dei 30 Consorzi di Bonifica che nascono in Sicilia, come nel resto d’Italia, verso la fine dell’800 e che dal 1933 al riordino negli anni 60, diventano significativamente cruciali nella costruzione di dighe, reti irrigue, strade, linee elettriche, acquedotti rurali, sistemazioni idrauliche, rimboschimenti, impianti produttivi, strutture di commercializzazione, opere tutte che hanno contribuito ad una profonda trasformazione del territorio agricolo ed alla formazione di grandi, medie e piccole imprese, inserite stabilmente nel tessuto produttivo. Oggi tutto ciò non è più considerato, non è più valore.

Avvertiamo da parte delle istituzioni politiche regionali incapacità, spregiudicatezza nell’affrontare senza onestà intellettuale un tema che coinvolge un’intera comunità. Con irresponsabilità ci si propone per ruoli di rappresentanza politica e si viene anche eletti brandendo vessilli di rivoluzione a favore di un popolo illuso e poi lasciato nella disperazione.

Servono Uomini Competenti, Saggi, Lungimiranti non solo nel tempo ma nell’ampiezza della “Visione”.  Si parla tanto di bonifica, si lanciano gridi di allarme sul dissesto idrogeologico, ci si incontra in convegni a dibattere sulle cause del cambiamento climatico, si lanciano allarmi sullo scarseggiare di piogge e sul rischio siccità, devastante per il comparto agricolo. Nel frattempo, però, la politica strumentalizza i Consorzi di bonifica, additandoli come carrozzoni frutto di clientele e penalizzando i lavoratori ridotti a circa 1000 unità in 11 Consorzi, dal futuro incerto e precario. Un quadro complessivo senza alcun progetto, una politica regionale senza strategia e pianificazione anche sul tema della bonifica, una politica senza indirizzo, senza slancio costruita su proclami di demagogia: è più bravo chi taglia di più senza capire cosa e verso dove.    

Presidente Mattarella, non vogliamo essere additati, precari o nulla facenti che dir si voglia. Vogliamo essere considerati per aver svolto un ruolo di dipendenti che vantano professionalità maturate in trenta anni di servizio. Infatti oltre il 50% dei lavoratori consortili in Sicilia è alle porte del pensionamento e senza l’opportuno rilancio occupazionale il comparto è destinato a morire. Grazie Presidente Mattarella per tutto ciò che farà per noi. Lei, primo cittadino della Repubblica Italiana, rimane il nostro primo punto di riferimento istituzionale. Ci aiuti

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