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Siracusa: l’Assessore Scorpo interviene sulla vicenda degli asili nido


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News Siracusa: sulla vicenda relativa agli asili nido arrivano le precisazioni dell’assessore Rosalba Scorpo: “la più recente esternazione dell’avvocato Reale rappresenta una realtà falsata e distorta. L’Amministrazione Comunale di Siracusa, infatti, non si è mai sottratta al confronto sulle questioni relative alla gestione degli asili nido come su tutte le altre su cui è stata interrogata. Al contrario, abbiamo sempre risposto in modo chiaro e puntuale sia in consiglio sia attraverso gli organi di stampa. Non ci sottrarremo nemmeno in questo caso, a tutela della trasparenza e di quella indispensabile chiarezza delle persone e delle cose da opporre a chi continua in modo subdolo e strumentale ad alimentare confusione, false rappresentazioni dei fatti e cultura del sospetto”.

“L’appalto per gli asili nido è stato progettato tenendo conto e seguendo scrupolosamente le direttive ANAC. La divisione in lotti nei bandi viene raccomandata proprio dall’ANAC al fine evitare fenomeni di corruzione. L’offerta dei servizi prevedeva complessivamente 4 lotti, attesa l’esistenza della programmazione PAC, elaborata dall’ente nel 2013 e approvata dal Ministero e finanziata con decreto ministeriale 550/PAC del 02/04/15. I fondi PAC risultano, quindi, inseriti quale quota parte di copertura dei costi di cui alla gara ad evidenza pubblica, relativamente allo stralcio di esercizio 2015, limitatamente a 2 dei 4 lotti. La programmazione complessiva dell’offerta del servizio è stata determinata dall’amministrazione, per gli 8 immobili di proprietà comunale, nel numero di 400 posti. Ciò in conformità sia alla capienza consentita per la tipologia di strutture dal decreto del Presidente della Regione Sicilia del 16/05/13, sia in analogia all’offerta prevista nell’anno 2013 sulla base della deliberazione di giunta municipale 68/14 pari a 408 posti nei 9 asili, di cui 2 privati, all’epoca erogatori del servizio per conto dell’ente. Le motivazioni di una tale scelta si fondavano sull’opportunità di usare le risorse dei PAC per consentire il mantenimento dei livelli di servizio di nido e micro/nido a titolarità pubblica relativi al 2012/2013, cosa espressamente richiesta per la programmazione degli interventi nel bando ministeriale. Il comune quindi, aveva come finalità principale un intervento di sostegno alla gestione tramite i fondi PAC per fare in modo che, con il mantenimento dei posti in strutture che già precedentemente operavano e l’inserimento di una nuova struttura come quella di via Svezia con capienza 24 posti, si mantenesse il livello originario di offerta di 408 posti nell’anno 2013. Lo scopo era quello di colmare il gap di iscrizioni tra il periodo 2012/2013 e il triennio precedente 2010/2012, periodo in cui la domanda aveva superato l’offerta. Ciò proprio alla luce dell’andamento decrescente della fruizione del servizio dal 2010 in poi che, non a caso, risulta espressamente indicata al punto 3.5 del bando ministeriale, così come richiesto e che non ha impedito per il Ministero di ritenere valida la programmazione proposta e finanziata”.

“Le circostanze per cui tale intento programmatico non si è realizzato sono da ricercare nella crisi economica generalizzata della quale non si poteva avere contezza all’epoca della programmazione, la rinuncia alla fruizione del servizio di circa 91 soggetti dopo le iscrizioni da effettuare ogni anno entro il 31 ottobre e la impostazione del servizio non come mera assistenza sociale, ma anche azione educativo culturale. La rivisitazione delle rette di compartecipazione è stata necessaria, sia perché espressamente prevista nel bando ministeriale, sia per la necessità di integrare almeno in parte la copertura finanziaria del servizio sul bilancio comunale, incapace di sopportare integralmente l’onere a proprio carico. Tutto questo è comunque espressamente regolato per i servizi a domanda individuale, come l’asilo nido, che prevede la possibilità di copertura a carico dell’utenza nella misura minima del 36%”.

“Come già evidenziato anche nei mesi scorsi, l’Amministrazione non ha mai utilizzato il sistema dei Voucher, bensì si è avvalsa dell’altra misura di intervento prevista dal finanziamento PAC e cioè “L’acquisto posti” presso strutture private accreditate all’albo regionale. Con delibera di giunta, nel mese di settembre 2015 è stato dato atto di indirizzo per il servizio di asili nido mediante la formula dell’acquisto posti di 53 posti, in attuazione di quanto indicato nella scheda progettuale Pac Infanzia. Per la precisione, 38 posti sono stati acquistati per il periodo 28/09/15 al 29/02/16 a Cassibile per continuare a garantire il servizio asili nido in una zona già coperta da precedente servizio a carico del comune e sprovvista di strutture comunali e 15 posti a Siracusa. Tale servizio è stato affidato alla Società Cooperativa “Le Garderie” che era l’unico ente accreditato. Tuttavia, rilevata la minore domanda, con una nota del 22/02/16, il Dirigente pro tempore ha comunicato alla ditta la continuazione del servizio solo per la struttura di Cassibile fino al 30/06/16, cessando invece il servizio a Siracusa per i 15 posti dal 29/02/16″.

“In relazione al regolamento presentato al Ministero, si fa presente che il finanziamento PAC riguarda non solo Siracusa ma tutti i comuni del distretto per cui il Comitato dei Sindaci, nella seduta del 29/12/2014 con delibera n. 7, ha approvato il nuovo regolamento sulla gestione dei servizi di asilo nido, documento che è stato inviato presso il ministero per accedere ai fondi. Per quanto concerne gli stipendi dei dipendenti delle cooperative, non corrisponde al vero che non percepiscano gli emolumenti da dieci mesi in quanto, per i lotti di gara il dirigente del settore Politiche Sociali ha già liquidato le mensilità di gennaio e febbraio 2016 e sta già predisponendo le liquidazioni ulteriori dei mesi di marzo e aprile. Le strutture private, invece, sono ferme al mese di dicembre perché gli uffici stanno strenuamente lavorando alla rendicontazione per poter avere erogati al più presto ulteriori fondi dal ministero e riportare alla normalità i pagamenti”.

“In conclusione, l’avv. Reale con quel che resta di “Progetto Siracusa”, dovrebbe evitare il maldestro tentativo di recuperare verginità politica scivolando su questioni che, dopo i dieci anni trascorsi nelle amministrazioni di destra che quel sistema hanno voluto e creato ad hoc, li ha visti protagonisti e direttamente coinvolti come assessori di settori nevralgici. A meno che non si voglia raccontare ai cittadini che gli affidamenti diretti e le proroghe, che lui ed i suoi sodali hanno avallato o consentito anche in qualità di assessori alle politiche sociali, siano avvenuti sempre e tutti a causa di altri o a loro insaputa o in chissà quale altra circostanza sovrannaturale. I fatti parlano chiaro: è stata la nostra amministrazione a porre fine a quel sistema perverso. Non per caso e non per volontà di un astratto “qualcuno”, ma per un preciso e quanto mai chiaro disegno politico che ha fin dall’inizio puntato ad una frattura netta con un passato che, nonostante Reale, vogliamo tenerci alle spalle”: conclude.

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