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Siracusa. Lanterne per ricordare i due mesi dalla scomparsa di Stefano Pulvirenti


News Siracusa: due mesi. Due interminabili mesi da quando il cuore di Stefano ha smesso di battere.

Stefano è il nome del 17enne rimasto vittima dell’incidente stradale avvenuto in viale Paolo Orsi lo scorso 29 ottobre (leggi qui). Stefano, che compiva 17 anni il giorno dopo del gravissimo incidente, entrò subito a far parte del cuore dei siracusani che, in pochissime ore, si mobilitarono per lui.

A Stefano, infatti, appena trasportato d’urgenza all’ospedale “Garibaldi” di Catania servì da subito del sangue di tipo O RH negativo. Siracusa, come una grande famiglia, si mobilitò senza pensarci due volte dimostrando come l’unione possa fare la forza.

Per Stefano, ancora bambino, la Curva Anna, il Città di Siracusa, e altre squadre aretusee sono scese in campo portando un messaggio chiaro: “non mollare”.

Ed ha lottato Stefano. Ha lottato come un guerriero contro quella morte che non guarda in volto nessuno. Ha lottato nell’inconsapevolezza di farlo e nella semplicità dei suoi 17 anni per poter tornate tra le braccia della sua famiglia.

Di Stefano abbiamo seguito ogni respiro, ogni miglioramento, ogni intervento. Di Stefano abbiamo visto foto dove sorride, con i suoi grandi occhi disarmanti, felice insieme agli amici ed alla fidanzatina. Stefano amava il mare. Stefano amava la vita. Stefano amava studiare e quel tragico giorno sul suo scooter non stava correndo. Stava solo per andare a scuola, senza sgommare, senza eccedere in velocità perché Stefano amava la vita ed era troppo prudente per commettere le sciocchezze tipiche della sua giovane età. Stefano era un giovane-grande. Stefano amava i suoi fratelli minori e per loro era baluardo d’insegnamento.

Stefano ha lottato. Il suo cuore, nonostante si sia aggrappato con le unghie e con i denti alla vita, ha cessato di battere nella notte del 20 novembre (leggi qui).

Il cuore di Stefano che amava il mare e le cose belle, il cuore di Stefano ragazzo educato, rispettoso e pieno d’amore si fermava, lasciando così tutti nel silenzio più rumoroso che possa immaginarsi.

Una Cattedrale gremita di giovani e meno giovani lo salutava per l’ultima volta il 27 novembre quando la mamma di Stefano, con un filo di voce, lasciando attoniti i presenti, diceva: “ho avuto il dono di vivere per 17 anni e 21 giorni con lui, sperando che tutto l’amore che sprigionava potesse andare in cielo e farlo restare in vita. Un amore che invece ha accelerato la tua salita agli angeli. Va tutto bene Stefano, va tutto bene” (leggi qui).

Oggi sono due mesi da quando il sorriso di un 17enne si è spento. Due lunghi mesi da quando quel ragazzino con gli occhi profondi come il mare che tanto amava ha smesso di sorridere insieme alla sua famiglia ed i suoi cari. Ed è proprio in occasione dei due mesi dalla sua prematura e tragica scomparsa che la famiglia lo ha voluto ricordare con un momento di preghiera presso la chiesa di Santa Rita e, successivamente, con un pensiero collettivo che ha fatto stringere molti siracusani nel ricordo dolce e amaro allo stesso tempo di una vita spezzata lungo un percorso maledetto, quello del viale Paolo Orsi.  Un punto nevralgico della città dove tutt’oggi ogni guidatore stenta a rispettare le regole della strada.

Ma le regole oggi contano poco. Perché la partita con la vita, nonostante l’abbia affrontata come un guerriero, in parte Stefano l’ha persa. Solo in parte, però, perché Stefano, Stefano Pulvirenti, vive ogni giorno nel cuore di chi lo ha amato e continua ad amarlo non permettendo che quella partita si chiuda. Perché è il ricordo e l’amore che oggi hanno visto Siracusa, con in mano  lanterne cinesi, stringersi intorno alla famiglia di Stefano.

ha collaborato Naomi Zappulla 

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