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Siracusa, l’annuncio degli edili: “rinnovare il contratto nazionale o sarà mobilitazione”


News Siracusa: più salario, più diritti, piu’ sicurezza. Poche parole ma chiarissime. Il giro di assemblee per informare i lavoratori edili della scadenza del contratto nazionale è partito con un solo monito: rinnovare il contratto o sarà sciopero.

La campagna informativa avviata nei giorni scorsi culminerà nella assemblea più grande, convocata per domani presso l’aula consiliare del Comune di Priolo, dove confluiranno gli edili della zona industriale.

“Si chiede – dichiarano i segretari generali di categoria di Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL Saveria Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale  – aumento di 106 euro, eliminazione dei voucher in edilizia,reintroduzione di criteri di congruità nel Durc, l’obbligo di denuncia per cantiere, l’obbligo del cartellino di riconoscimento, un solo livello di subappalto, informazioni in tempo reale sulle presenze e le ore lavorate in cantiere, ribadire la responsabilità dell’azienda appaltante su tutto il ciclo produttivo, riconoscere la clausola sociale in caso di cambio di appalto, sancire, nella logica del contratto di cantiere, l’applicazione dei CCNL dell’edilizia e la costituzione del tavolo permanente sulla legalità nel settore. Tutte misure necessarie per innalzare nuovamente i livelli di legalità e regolarità nei cantieri”.

Bisognerebbe inoltre ampliare i contributi destinati alla formazione e alla sicurezza e rilanciare la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel territorio. Siracusa necessita, in particolare, di una maggiore attenzione su questi temi, poiché appare inesauribile il serbatoio del lavoro nero o parzialmente regolare.

“Il rinnovo del contratto – concludono i segretari Corallo, Gallo e Carnevaleriguarderebbe oltre 5000 lavoratori, dato ovviamente penoso se si pensa che solo 10 anni fa, i lavoratori edili impegnati in provincia di Siracusa erano oltre 11000. Novembre deve essere il mese decisivo per chiudere una trattativa che dura da più di un anno, altrimenti saremo chiamati alla mobilitazione generale del settore”.

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