ULTIM'ORA

Siracusa. La mamma di Renzo Formosa: “vivo nel dolore e nella paura che mio figlio venga dimenticato”


Siracusa. <Sono un mostro. Un mostro che dal 22 aprile, o meglio dal 21 aprile giorno dell’incidente di mio figlio, è morto dentro nonostante abbia il cuore ancora pulsante. Un mostro che giorno dopo giorno combatte con la pazzia di un genitore al quale è stato strappato un figlio>.

Sono queste le parole di Lucia mamma del 15enne aretuseo Renzo Formosa morto a causa di un gravissimo incidente stradale in via Bartolomeo Cannizzo (Leggi qui)

A quasi sei mesi e mezzo dalla morte di Renzo mamma Lucia, insieme a tutte la famiglia Formosa, si è trovata costretta a combattere sia con la morte sia con l’esigenza di “spostare” il corpo del proprio figlio dal luogo dove era stato tumulato dopo il funerale dopo una lunga battaglia.

Renzo, quel bambino con gli occhi grandi. Renzo quel bambino con sogni ed aspettative. Renzo che amava il Siracusa Calcio. Renzo che studiava come ogni bambino della sua età. Renzo che “tormentava” la sua mamma di attenzioni e di baci proprio come nella foto. Renzo con i capelli tagliati all’ultima moda ed un orecchino nel lobo destro ha trovato “casa” proprio accanto a dei giovani come lui. Giovani strappati alla vita troppo presto come Salvo Miconi e Francesco Avola.

<Oggi sarebbe stato un giorno di festa. Renzo mi avrebbe detto: “mamma fammi le zeppole”, ed invece è tutto finito. Siamo chiusi, costretti nel nostro dolore dove non c’è più niente. E’ finito tutto. Tutto. La vita dopo la morte di Renzo è fatta di gesti meccanici. Gesti che ci vedono andare avanti perché abbiamo un altro figlio. Un figlio, che ha consapevolezza che suo fratello non c’è più e non tornerà più> – dice la mamma di Renzo.

Perché i fratelli Formosa, come ci racconta mamma Lucia: <dormivano nella stessa stanza, in un letto a castello dove il piano di sotto era occupato dal più piccolo e quello di sopra da Renzo. Una cameretta quella dei fratelli Formosa dove oltre al sonno, ai vestiti, condividevano la vita>. 

<Ci tenevo a ringraziare pubblicamente l’Istituto superiore “Rizza”, l’Istituto Classico “Gargallo” e al Liceo Scientifico “Einaudi” per aver organizzato un memorial dedicato a Renzo preceduto dall’intitolazione a mio figlio di una dei più importanti laboratori dell’Istituto Nautico , il “Simulatore di Navigazione”> – continua dicendo mamma Lucia.

E con una voce tremolante un’altra “mamma coraggio” dice: <Ho paura. Ho paura che Renzo, che la sua morte, venga dimenticata ed ho paura che la giustizia non faccia il giusto corso. Vorrei che mio figlio non venga dimenticato e che i riflettori sulla sua morte non si spengano fino a quando la giustizia non termini il proprio percorso>. 

<Un posto, quello in alto, nel letto a castello vuoto, una casa vuota, la vita vuota – conclude dicendo mamma Luciauna vita senza mio figlio un bambino, il mio bambino, che ha lasciato un’impronta nel cuore di tutti>.

 

 

© Riproduzione riservata
Share


Articoli correlati: