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Siracusa. Il Parco archeologico e “l’orgoglio ferito”, Nicoletta Abela (Neapolis): “la colpa non è dei siracusani ma di chi ci amministra”


in foto: il Consigliere della circoscrizione e responsabile di Sistema Politico, Nicoletta Abela

News Siracusa: polemiche sul parco archeologico. Dopo gli articoli usciti sui quotidiani nazionali che raccolgono e raccontano le testimonianze dei tanti turisti amareggiati dalle condizioni di gestione del sito nonchè del parcheggio abusivo nelle zone circostanti, la responsabile Tutela e Promozione dei Beni Culturali di Sistema Politico,  Nicoletta Abela, ha deciso di esprimersi sulla vicenda. “Il parco archeologico non solo non istituito,  – dichiara la consigliera della circoscrizione Neapolis – con tanto di perimetrazione come sembrava qualche anno fa, ma persino svilito dalla presenza di alcuni elementi che ne annullano la magia e la sacralità di cui sempre è stato caratterizzato. Fa soffrire e crea un enorme stato di inquietudine leggere continue critiche di mal capitati turisti sui bei monumenti di cui il passato ci ha fatto dono, persino un articolo su Il Fatto Quotidiano”. 

“Forse è il caldo, forse lo scirocco ma si può dire che ogni anno sia sempre peggio. In questa città, culla in passato di una grande civiltà, sembra che tutto debba trascorrere senza metterci del proprio, senza interventi ordinari e straordinari. Si crede che basti il nome per incentivare turismo culturale di cui ormai nessuno si ricorda più. Chi arriva, ma anche chiunque passi nei pressi del parco della Neapolis, viene subito “agganciato” da parcheggiatori abusivi che, nonostante gli avvertimenti, sono sempre lì impavidi,  facendo rischiare incidenti a normali automobilisti che percorrono la via Romagnoli- ha proseguito Abela -. I visitatori vengono irretiti, perché parte del parco non è fruibile, ma chiuso per motivi di sicurezza o per mancata pulizia, mentre alcuni monumenti sono completamente abbandonati e non segnalati come si dovrebbe. Tutto sembra giacere nell’oblio eccetto il costo del biglietto che non pare ai molti commisurato a quanto si può effettivamente visitare. Unici capri espiatori di tale situazione coloro che sono preposti al controllo dei tickets, che si scusano come è stato detto loro di fare”.

“La situazione in cui versa uno dei poli culturali più importanti della regione è di certo una condizione voluta da noi, dai siracusani, da chi ci amministra. Non riceviamo i fondi che dovremmo avere dallo sbigliettamento per intoppi amministrativi, chiamiamoli così, per cui finché questa condizione non cambierà poco o nulla ci sarà da fare per questi sacri luoghi – ha concluso Abela -. Finché gli amministratori non comprenderanno che la cultura potrebbe veramente essere il volano per lo sviluppo di un territorio ormai votato all’impoverimento economico sociale, finché non verranno assunti come modelli, magari inizialmente più poveri, ma ora decisamente ad un altro livello,  finché non ci si risveglia dall’oblio, come è stato per città come Bilbao o le piccole e grandi città del Portogallo come Evora, Coimbra e Lisboa che hanno fatto della cultura il traino per la loro economia, rimarremo sempre in questo stato di triste e inesorabile abbandono”.

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