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Siracusa: la CNA traccia un bilancio di fine anno


CNA Siracusa Times

News Siracusa: si chiude un anno estremamente difficile che ha portato Siracusa agli ultimi posti di numerose classifiche sulla qualità della vita, sullo sviluppo del nostro territorio e che ha consegnato alla provincia un triste primato in termini di numero di fallimenti di imprese.

Tuttavia si segnala una certa vivacità nella natalità di nuove imprese che ha portato ad un saldo positivo tra il numero di aziende cessate e quelle neo-iscritte alla CCIAA, dato che si scontra con quello dell’artigianato in cui il saldo rimane purtroppo negativo con numerose cancellazioni.

È stato un anno estremamente complicato su numerosi temi come l’accesso al credito con il ridimensionamento di istituti importanti come la CRIAS che ha visto assottigliarsi ulteriormente il proprio fondo di rotazione senza alcun intervento da parte della Regione Siciliana lo stesso per quanto riguarda i consorzi fidi che viaggiano con condizioni patrimoniali precarie anche per la scellerata scelta di non utilizzare i fondi europei per una strategica campagna di patrimonializzazione degli stessi.

Quest’anno si è registrato un ulteriore calo dei pubblici appalti che impatta ancor di più in un settore in grande difficoltà come quello delle costruzioni, su questo fronte unica nota positiva è rappresentata dalla conferma degli sgravi per le riqualificazioni ma al contempo un forte impatto negativo è dettato dallo split payment applicato dello Stato.

Il ruolo della Regione Siciliana è stato assolutamente nefasto, la totale incapacità di stabilizzare l’azione di governo ha delle ripercussioni fortissime sul tessuto imprenditoriale ed il continuo cambio di giunte e di dirigenti sta immobilizzando l’intero territorio.

In un quadro così delineato pensare che il saldo delle imprese tra quelle cessate e quelle iscritte in Camera di Commercio sia ancora positivo è un autentico successo di migliaia di piccoli imprenditori che, nonostante tutto, vanno avanti e sfidano un contesto di mercato assolutamente poco competitivo.

Un ruolo importante hanno i giovani e le donne, che alimentano la speranza e il ricambio in un tessuto economico fortemente indebolito dalla crisi: la quantità di start up del nostro territorio è notevole e la loro incidenza sul totale delle imprese è sempre crescente e questo è sicuramente un fattore di speranza, la stessa speranza che si registra in corso d’opera rispetto il programma denominato Garanzia Giovani. In questo ambito la Cna sviluppato un grande lavoro portando in azienda moltissimi giovani, il dato incoraggiante emerge da una rilevazione di fine anno rispetto l’azione relativa ai cosiddetti tirocini formativi. In questo caso, complice sicuramente l’impianto di sgravi messo in piedi dal governo con il job act, si sta registrando una conversione dei tirocini in contratti di lavoro presso le aziende pari al 32%, oltre 180 ragazzi sono stati assunti e questo conferma la bontà di uno strumento che, se utilizzato bene, non rappresenta unicamente un palliativo rispetto il grande problema della disoccupazione giovanile ma può determinare una modalità interessante di accesso al mercato del lavoro.

Nel corso del 2016 sarà pubblicato anche il bando per la creazione d’impresa sempre a valere sul Programma Garanzia Giovani e su questo CNA punta molto per sostenere quel trend di auto-impiego che caratterizza fortemente il nostro territorio

“I dati che abbiamo registrato nel corso del 2015  – afferma Antonino Finocchiaro Presidente di CNA SIRACUSAci consegnano una condizione assai precaria del nostro territorio, una tassazione crescente, una difficoltà nell’accesso al credito ed una burocrazia che non accenna ridurre il suo impatto sulle piccole imprese oltre ad una tassazione che non accenna a diminuire. Ciononostante vediamo tantissimi imprenditori continuare nel loro esercizio d’impresa e questo ci convince della necessità di sostenere il loro operato. La politica dovrebbe comprendere l’importanza dell’economia vera, non assistita, non garantita e senza alcun paracadute, quella delle micro e piccole imprese. Da questo si dovrebbe ripartire per mettere al centro queste persone che scommettono ogni giorno sulla propria pelle e che permettono al paese di andare avanti. Prendere e fare delle scelte importanti, ad esempio sui controlli locali da parte degli enti pubblici in settori strategici come gli impianti e le costruzioni è ormai indifferibile su tutti i livelli di governo, locale, regionale e nazionale..lo diciamo da anni e lo ribadiamo ancor di più perché se ancora rimane in piedi uno spirito vitale di imprenditoria nel nostro territorio questo va alimentato senza se e senza ma”.

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