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Siracusa, la Buona Scuola. Zappulla: “La scuola del disagio e dei nuovi precari”



News Siracusa:
“la legge 107, cosiddetta Buona Scuola, Renzi e il governo nazionale sono riusciti nel “capolavoro” di lasciare tutti scontenti. Ci sono migliaia di docenti, di famiglie scombussolate, gente sradicata anche non solo da proprio territorio ma anche dalle proprie classi, percorsi professionali bruscamente e inopinatamente interrotti, posti di dirigenza coperti con reggenze e aventi diritto a cui none ne viene riconosciuto il titolo,  algoritmi che invece di risolvere hanno complicato le scelte e tanto altro ancora”. A commentare è l’On. Pippo Zappulla di Articolo1 MDP.

“Si erano create e sono state alimentate aspettative e speranze che le assegnazioni provvisorie diventassero definitive e invece di nuovo la valigia e il trasferimento verso il Nord in un processo di mobilità permanente e selvaggia che non rispetta la dignità professionale, la continuità didattica e un minimo equilibrio della persona e delle famiglie”.

“Le cattedre di sostegno in Sicilia rischiano di andare a nuovi precari non del tutto specializzati mentre qualche temerario rappresentante del governo continua ad alimentare a loro false speranze in quanto la legge 107, come risaputo, prevede massimo 3 anni di supplenze e poi il nulla”.

“Circa 1.000 docenti del nostro territorio ( per assegnazioni provvisorie per la primaria, per l’infanzia, per la scuola di primo e secondo grado) sono stati interessati a processi di mobilità e trasferimento: un fenomeno talmente vasto e ampio da rappresentare un vero e proprio problema ed emergenza sociale. Insomma disagio per migliaia di docenti, illusione per i nuovi precari, una scuola nel caos”.

“Nessun cenno al miglioramento delle condizioni e delle prestazioni che il personale Ata fornisce con un senso di responsabilità e abnegazione mai notato dal Miur che anzi non ha previsto nè bonus nè le €500,00 per il loro aggiornamento nè tantomeno il potenziamento di questi organici”.

“Piu’ che la buona scuola ci vuole la buona politica per cambiare quella che si sta dimostrando un disastro anche e soprattutto per i veri fruitori della scuola: alunni, studenti e le loro famiglie  che si ritrovano una scuola instabile, precaria, disorganizzata e con un disagio diffusissimo”.

“Votai contro  questa legge e oggi ho la conferma della bontà di quella scelta e cresce la convinzione che solo una profonda e urgente rivisitazione della stessa  potrà consentire, con il protagonismo degli operatori e del sindacato, di colmare le gravi e serie lacune e contraddizioni, ridando respiro e dignità ad uno dei settori nevralgici della democrazia e del futuro del Paese”.

“Per quanto mi  riguarda  – conclude – Art1 Mdp noi continueremo a stare dalla parte della scuola di qualità e non del disagio, dei diritti dei docenti e non delle false  promesse. Tenteremo ancora, nelle prossime settimane e mesi, con la stessa imminente legge di stabilità, di presentare proposte, emendamenti e modifiche in grado di dare almeno qualche importante risposta al variegato, ricco ma sofferente mondo della scuola”.

 

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