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Siracusa: incerto futuro per il parcheggio “Talete”. Un’opera secondaria diventata un problema imprescindibile


parcheggio_talete-624x342-624x330News Siracusa: il futuro del parcheggio “Talete” rimane ancora un mistero. Una seduta di consiglio comunale, oggi, avrebbe dovuto stabilire all’unanimità cosa fare, come e quando agire. Ma al quarto piano di palazzo Vermexio l’unica certezza è il contenzioso con il dipartimento regionale di Protezione Civile, nonchè i soliti contrasti tra chi pensa all’abbattimento e chi, invece, riqualificare il parcheggio.

 “E’ chiaro che la sua demolizione sarebbe un riscatto della città, ma il contenzioso ci mette nella situazione, al momento, di non poterla fare pena la restituzione del finanziamento: siamo quindi in presenza non di una mancanza di volontà, ma di una volontà vincolata”. Queste le parole del consigliere Gianluca Scrofani che nella stessa seduta descrive i fatti che hanno portato alla costruzione del Talete. Un progetto originario di 20 miliardi, finanziato con i fondi della Protezione civile per la realizzazione di una via di fuga attraverso un tunnel sotterraneo di collegamento tra Ortigia e la terraferma con due “approdi di convogliamento” per auto e sosta. Poi il netto rifiuto del tunnel, portò alla realizzazione di un passaggio a raso e di un parcheggio “area di primo smistamento” in un contesto di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area che permise l’utilizzo dei fondi.

Un invito all’Amministrazione comunale da parte del Consiglio che vuole essere partecipe nelle scelte che andranno a farsi sul futuro del Talete e la richiesta dell’istituzione di un apposito gruppo di lavoro. Lo chiede, in conclusione dei lavori d’aula, il consigliere Cetty Vinci, uno tra i firmatari della richiesta odierna di una seduta aperta sul futuro del Talete.

Per il parlamentare nazionale Pippo Zappulla l’opera costituisce: “una ferita per il territorio ma la sua vicenda è da inserire in un dibattito complessivo che deve coinvolgre, oltre l’Amministrazione ed il Consiglio, anche la Protezione civile in tutte le sue articolazioni, nazionale e regionale. Se la demolizione è una scelta strategica- ha concluso Zappulla- è importante anche evitare un danno economico alla città. Da qui la necessità della creazione di un gruppo tecnico-politico che individui un percorso condiviso da portare successivamente all’attenzione di chi dovrà decidere”.

Tra le proposte presentate per la riqualificazione dell’aerea interessa si esprime Giuseppe Implatini, dell’Osservatorio civico dell’associazione Esedra, il quale illustra un progetto alternativo che prevede l’abbattimento del manufatto, la creazione di un parcheggio aperto con un lungomare e aree balneari. Peraltro, secondo Implatini, l’opera presenta “una serie di errori progettuali che lo rendono appena entro i limiti della sicurezza”. Il costo complessivo potrebbe essere sostenuto con le somme impegnate per il restyling dell’area.

Dati, però, che vengono contestati dall’ingegnere capo, Natale Borgione, poichè dal punto di vista tecnico “la struttura non ha problemi di portanza” per non parlare di quello della sostenibilità economica, visto che per la sola demolizione occorrerebbe almeno 1 milione di euro.

Per concludere il consigliere Gaetano Firenze, sostiene che prima ancora di entrare nel merito del problema, è necessario verificare la reale esistenza nel Consiglio “di fare una scelta di qualità a favore del territorio, per poi confrontarsi con l’Amministrazione”.

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