ULTIM'ORA

Siracusa. Il ricordo di Eligia e della piccola Giulia ad un anno dall’atroce delitto


News Siracusa: un freddo gelido ed una giornata piovosa hanno caratterizzato il primo anniversario della scomparsa di Eligia Ardita, infermiera aretusea uccisa dal marito, e della piccola Giulia, la bimba che portava in grembo da otto mesi.

Un momento particolare sia per la famiglia Ardita che, per mesi ha chiesto ad alta voce giustizia per la morte della figlia e della nipote, fino al momento in cui il marito assassino ha confessato l’atroce delitto (Leggi qui) sia per l’intera città. La tragica morte di mamma Eligia, che è arrivata a toccare i media nazionali, ha scosso il popolo siracusano che, in questo anno, ha stretto la famiglia Ardita in un grande e caldo abbraccio per far loro sentire la vicinanza e l’affetto.

Ad un anno dalla morte di Eligia e della sua figlioletta, purtroppo, sono ancora molti i punti da chiarire.

Ad un anno dal giallo di via Calatabiano, ricostruendo i fatti… 

19 gennaio 2015: papà Tino e mamma Graziella mangiano in boccone in casa di Eligia e del marito Christian per poi salutare la figlia e ritornare nella propria abitazione. Passano poche ore ed una telefonata, da parte del marito di Eligia, li avverte che la giovane infermiera non sta bene e che su posto sta arrivando il personale del 118. E’ lo stesso Leonardì, come si verrà a scoprire ad avvertire il 118 di un malore della moglie, con una telefonata “agghiacciante” dove mostra una calma fuori luogo per l’accaduto (ascolta qui). Il personale del 118 tenta il tutto per tutto ma la vita di Eligia e della bambina che portava in grembo da otto mesi finisce così, in una fredda sera di gennaio.

20 gennaio 2015: papà Agatino invita il genero, Christian Leonardi a sporgere denuncia in Questura per la misteriosa morte della moglie e della figlioletta. Leonardi, spinto da suocero, sporge denuncia asserendo sempre la stessa versione che vedeva la moglie riposare nel letto matrimoniale e di averla sentita d’improvviso rantolare fino al decesso. L’uomo asserisce, inoltre, di aver chiamato immediatamente i soccorsi ma solo dopo si scoprirà che la chiamata fu fatta molto dopo l’altro delitto commesso dal reo confesso marito.

22 gennaio 2015: viene predisposta l’autopsia sul corpo della giovane puerpera aretusea. L’esame autoptico viene eseguito dal un medico legale catanese, Orazio Cascio, mentre la parte offesa nomina come consulente di parte, Corrado Cro. Tre persone vengono iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Siracusa: si tratta di due medici ed un sanitario. Le ipotesi di reato sono di omicidio colposo e procurato aborto colposo ed è stato il marito dell’infermiera, Christian Leonardi a presentare l’esposto per la morte della moglie e della bimba Giulia. Si urla all’ennesimo caso di malasanità.

24 gennaio 2015: l’affetto di un’intera comunità si stringe presso la chiesa di Santa Maria della Roccia, al Plemmirio, per dare l’ultimo saluto a Eligia Ardita ed alla piccola Giulia.

2 febbraio 2015: il feretro di Eligia che dorme in un eterno riposo abbracciando la sua adorata figlia Giulia, trova collocazione all’interno del Cimitero di Siracusa venendo tumulato.

9 febbraio 2015: si attende una perizia tecnica sulla cosiddetta “scatola nera” dell’ambulanza del 118 intervenuta dopo la richiesta di soccorso del marito della donna. Un tecnico milanese si occuperà di “sbobinare” i dati contenuti e che riguardano le comunicazioni avvenute tra ospedale e soccorritori, ma anche informazioni dal “Gps” installato nell’autoambulanza per stabilire il percorso effettuato dal mezzo e, infine, perchè sia rimasto fermo in un dato posto.

5 marzo 2015: Le incongruenze relative ai tempi del persone del 118 e poi dell’arrivo in ambulanza al pronto soccorso, insospettiscono l’avvocato Silvana Magliococco, il legale incaricato dalla famiglia di Eligia Ardita, che ha fatto richiesta ai Ministeri della Salute e dell’Interno di controllare i filmati delle telecamere dell’ospedale e gli orari di arrivo ambulanza che ha portato l’infermiera siracusana al reparto di prima emergenza.

Maggio 2015: la Procura dispone il sequestro di alcuni indumenti appartenenti alla Ardita. I carabinieri entrati nell’appartamento della vittima, dove viveva insieme al marito, sequestrando un plaid, il pantalone di un pigiama e cinque foto della donna con diversi capi di abbigliamento.
7 giugno 2015: i mesi trascorrono inesorabili fino a quando viene diramato l’esito dell’esame autoptico effettuato sulla salma della giovane Eligia. L’autopsia inizia a far aprire nuovi inquietanti scenari. Nella relazione finita sul tavolo del sostituto Magda Guarnaccia, infatti, sarebbe indicato che la giovane donna presenta delle lesioni al capo. Un elemento, questo, completamente nuovo e non emerso durante la prima fase delle indagini.  Il medico legale si è soffermato sulle lesioni al capo della giovane Eligia. Lesioni che, a quanto pare, sarebbero incompatibili con un semplice ed accidentale urto contro il pavimento o un’altra superficie. S’innesca, in questo modo, il sospetto che le ecchimosi in testa dell’infermiera aretusea, possano essere compatibili con “l’azione violenta reiterata di terzi”. La perizia escluderebbe, quindi, che la morte della Ardita possa essere collegata a delle condotte colpose da parte dei sanitari che hanno prestato soccorso alla donna. Dalla perizia, inoltre, emergerebbe che l’Ardita non era affetta da nessun tipo di patologia, come invece si era detto all’inizio riconducendo le cause del decesso ad un precario stato di salute. L’esito dell’esame autoptico scagiona gli iscritti nel registro degli indagati.
Agosto 2015: la magistratura, alla luce dei fatti, iscrive nel registro degli indagati il marito dell’infermiera aretusea, Christian Leonardi.
12 settembre 2015: la Procura pone i sigilli nella porta d’ingresso di casa Ardita-Leonardi sequestrando la casa coniugale di via Calatabiano.
18 settembre 2015:  i carabinieri dei Ris di Messina entrano all’interno dell’appartamento sito in via Calatabiano. Attraverso le operazioni di rilivevo dei Ris, gli inquirenti sperano di poter ottenere nuovi e determinanti elementi in grado di far luce sulla tragica vicenda.
19 settembre 2015: Christian Leonardi, il marito di Eligia Ardita e unico iscritto al registro degli indagati, si reca al comando provinciale dei Carabinieri di Viale Tica, accompagnato dal suo avvocato. Dalle prime indiscrezioni pare si sia recato per rilasciare alcune dichiarazioni spontanee. Nello stesso giorno il Leonardi confessa l’altro omicidio della moglie quella maledetta sera del 19 gennaio 2015 e viene condotto all’interno della Casa Circondariale di Cavadonna (Leggi qui).
23 settembre 2015: convalida di fermo e disposizione della misura cautelare in carcere per Christian Leonardi, reo confesso dell’omicidio della moglie.

22 ottobre 2015: all’interno della casa coniugale di via Calatabiano dove fu uccisa Eligia hanno fatto accesso i Carabinieri del Ris di Messina per seguire ulteriori rilievi. Previsto anche un sopralluogo all’interno del garage di Leonardi alla ricerca di nuove prove che possano fare ulteriore chiarezza

30 ottobre 2015: l’abitazione di via Calatabiano viene dissequestrata e consegnata alla famiglia di Eligia che decide di aprire una fondazione a tutela delle donne vittime di violenza.

17 dicembre 2015: i Carabinieri del Ris ritornano a Siracusa ma questa volta per un compito molto più delicato riesumare il corpo di Eligia. La richiesta di riesumazione che era al vaglio del procuratore aggiunto Fabio Scavone e del sostituto procuratore Magda Guarnaccia, entrambi coordinatori delle indagini sul caso di uxoricidio è stata accettata dopo che il legale della famiglia della vittima, Francesco Villardita, ha avanzato un’istanza alla procura della Repubblica per l’esecuzione di ulteriori accertamenti tecnici. La riesumazione, però, non riesce a far uscire allo scoperto gli elementi che si cercavano. Manca, infatti, all’interno della bara il maglione a collo alto che la donna indossava il giorno della sua morte. Maglione che il Leonardi avrebbe prima inserito e poi fatto sparire dalla bara. Maglione su quale, la famiglia Ardita, pensa possa trovarsi il dna di un ipotetico complice dell’uomo durante il delitto.

19 gennaio 2016: è trascorso un anno dall’omicidio dell’infermiera aretusea. Un anno che ha visto la famiglia Ardita schierarsi interamente alla ricerca spasmodica della verità. Ora si attende la fase processuale.

Oggi, intanto, Siracusa ricorda la “sua” Eligia. Quella Eligia sorridente che in un anno è entrata a far parte di moltissime famiglie. La ricorda con una messa in suffragio presso la chiesa del Collegio Santa Maria. Il rito eucaristico, celebrato da Padre Angelo Lipari, ha visto una chiesa gremita e commossa.

Fabrizio Ardita, zio di Elgia, ha letto una lettera inviata alla famiglia dal dottore Valvo. Parole di affetto per Eligia e una preghiera: “che il sacrificio di Eligia non sia vano”.

Con gli occhi lucidi Fabrizio continua dicendo: “vorrei solo che quel 19 gennaio 2015 fosse oggi per poter impedire l’orrore di quella notte”.

Un’omelia veloce quella fatta da Padre Lipari che ha parlato di amore aggiungendo: “chi non è con noi, in realtà, è un nostro vicino di casa che sta sempre al nostro canto con amore e dedizione, lo stesso amore che tutti dobbiamo custodire nel cuore”.

I presenti, subito dopo il rito si sono spostati presso il salone del Santuario della Madonna delle Lacrime dove il gruppo “I Falsi d’Autore” ha omaggiato Eligia e la piccola Giulia suonando e cantando dei brani come: un senso, gli angeli e delle canzoni di Renato Zero, artista che Eligia amava moltissimo.

© Riproduzione riservata


Articoli correlati: