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Siracusa, il 20 novembre anniversario diritti dell’infanzia. Francesco Sciuto: “Non è una città che ha una cultura per l’infanzia, si lavora per eventi e in modo frammentario”


Bandiera_unicef-600x372News Siracusa: a 26 anni dall’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza non si afferma ancora una cultura sull’infanzia. ” Non si può pensare che parlare dei diritti dei bambini una volta l’anno possa contribuire al cambiamento appartiene ad una tipica mentalità adultocentrica”. Queste le parole di Francesco Sciuto, difensore dei diritti dei bambini del Comune di Siracusa.

“In città centinaia di bambini – spiega – scenderanno in strada per la loro marcia annuale per rivendicare i loro diritti non riconosciuti. Il Consiglio Comunale dei ragazzi, che nasce da una esperienza straordinaria di partecipazione, guiderà la protesta e la proposta dei tanti ragazzi degli istituti comprensivi che hanno aderito, dopo aver fatto un percorso di consapevolezza sui diritti che hanno come bambini”.

Diverse le problematiche che riguardano la gestione dei minori. “L’area che resta più delicata e lacunosa  – prosegue Sciuto – è quella che riguarda la disabilità e il disagio sociale, nonché quella di progetti educativi che siano di reale partecipazione e ascolto dei bambini”.

“Le lamentele che come ufficio ricevo con maggiore frequenza riguardano i tempi delle risposte sanitarie ai bambini che devono praticare una riabilitazione e le lacune dell’inclusione scolastica dei bambini disabili o comunque multiproblematici. Nelle istituzioni educative, accanto a tante esperienze di grande apertura, competenza e flessibilità, si hanno a volte risposte di inutile rigidità, insensibilità e scarsa preparazione. E’ del tutto evidente che manca una visione della città a misura di bambino, che va costruita mettendo insieme rappresentanti delle istituzioni, risorse della città civile che si muovono in modo non autoreferenziale e ascoltando i bambini, senza avere la pretesa di poter sempre scegliere per loro senza farli mai partecipare ai processi decisionali”.

“In occasione della celebrazione della Convenzione ONU  – dichiara Sciuto – desidero nuovamente sollecitare istituzioni e società civile ad avere una visione unitaria, per evitare che ci sia una città virtuale, quella che noi immaginiamo nelle nostre discussioni tra adulti e quella reale dove i problemi dei singoli bambini non sono visti, nè risolti”.

La soluzione sostenuta dal difensore dei diritti dei bambini. “Risorse presenti più nella società civile che nelle istituzioni: queste ultime devono avere la maturità politica di saper proporre modelli di “welfare di comunità” dove, appunto , si investa in maniera seria, qualificata e trasparente nell’ormai indispensabile rapporto di collaborazione tra istituzioni e le tante risorse della società civile, purché realmente interessati solo ai bambini e capaci di seguire procedure trasparenti”.

“La celebrazione della Convenzione ONU – conlcude Sciuto – sia l’occasione per far nascere nella nostra città una nuova Speranza che porti alla piena attuazione dei Diritti dei Bambini nella nostra città!”

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