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Siracusa. I sindacati sullo sciopero del 18 dicembre dei lavoratori edili


News Siracusa: <<quando i datori di lavoro arrivano a ricattare i lavoratori minacciando il licenziamento in caso di adesione allo sciopero della categoria indetto dalle organizzazioni sindacali, vuol dire che si è perso non solo ogni criterio di rapporto con le parti sociali, ma soprattutto del diritto costituzionale di scioperare, di rivendicare i diritti lavorativi. Tutto ciò ovviamente è la negazione della legalità>>. I segretari provinciali di Fillea Cgil, di Filca Cisl e Feneal Uil – rispettivamente Salvo Carnevale, Paolo Gallo e Saveria Corallo – esprimono preoccupazione per la situazione che si sta determinando nel comparto edile, specie all’interno dell’area industriale.

<<Lo sciopero del 18 dicembre a Palermo vedrà una delegazione di lavoratori partire alla volta del capoluogo siciliano con un autobus. Ma saremo anche a Siracusa, per garantire la libera scelta di aderire alle ragioni dello sciopero>>. Lo sciopero trova ragione nel rinnovo del contratto nazionale di lavoro, la cui negoziazione è al palo da oltre un anno e mezzo. <<Precettazioni e  minacce sono ormai all’ordine del giorno, meglio non saprebbero fare né Amazon né Ryan Air>>, affermano i tre sindacalisti siracusani.

Le rivendicazioni contrattuali riguardano: Aumenti salariali di 106 euro medi, anche per favorire la ripresa dei consumi; Riforma delle Casse Edili nell’ottica di una positiva riorganizzazione della Bilateralità in risposta alle esigenza di tutela dei lavoratori e per fronteggiare evasione e lavoro nero; Maggiore sorveglianza sulle tematiche della sicurezza nei posti di lavoro; Fondo sanitario integrativo nazionale; Miglioramento della previdenza complementare e del fondo integrativo per le pensioni anticipate di settore.

<<Si tratta di punti fondamentali per il settore edile e per questo – concludono Corallo, Gallo e Carnevale – contiamo sulla massima adesione allo sciopero>>.

 

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