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Siracusa, Goletta Verde: è allarme inquinamento nel Porto Grande, “zona rossa” nel canale Grimaldi


legambiente porto grande - siracusatimesNews Siracusa: la mancata depurazione  continua a essere una delle maggiori minacce del mare siciliano secondo Legambiente che con il laboratorio mobile di Goletta Verde ha analizzato in 26 punti la costa tra il 4 e l’8 luglio: 17 presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa, con un giudizio di “fortemente inquinato”. Tra queste il Porto Grande di Siracusa, alla foce del Canale Grimaldi (http://www.legambiente.it/golettaverde-map/).

“A seguito dei campionamenti effettuati alcuni giorni fa dai tecnici del laboratorio mobile di Goletta Verde, si legge in una nota di Legambiente – è risultato fortemente inquinata la foce del canale Grimaldi, in località porto Grande-zona Pantanelli, a Siracusa. I prelievi e le analisi di Goletta Verde a Siracusa hanno esaminato parametri microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. L’obiettivo del monitoraggio – spiegano –  è quello di individuare i punti critici di una regione e le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. Si tratta, è bene ribadirlo, è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né assegna patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. In Sicilia continuiamo a riscontrare criticità, nuove o già note, che è ormai necessario risolvere.
Passano gli anni, si succedono gli amministratori, cambiano le società di gestione del servizio idrico ma il Porto Grande di Siracusa, patrimonio dell’umanità e bene paesaggistico unico, rimane inquinato a causa dello scarico delle acque reflue provenienti dal depuratore cittadino – dichiara Paolo Tuttoilmondo, componente della segreteria di Legambiente Sicilia – . Da anni Legambiente denuncia lo scarico direttamente all’interno del Porto Grande, attraverso il Canale Grimaldi, dei reflui depurati provenienti dal depuratore di Siracusa”.

Lo scarico doveva essere una soluzione temporanea ma ormai è utilizzato da più di vent’anni! L’impatto ambientale su un ecosistema quasi chiuso come il porto è molto elevato: come è stato denunciato dai tecnici dell’Arpa, il notevole apporto di sostanze nutritive determina un processo di vera e propria eutrofizzazione, con la formazione di alghe e il deposito sul fondo di fanghi. Senza contare il grave spreco di una risorsa come il refluo depurato altrimenti utilizzabile per l’agricoltura e l’industria. Le opere per dirottarle fuori dal Porto e riutilizzare le acque reflue per scopo irriguo o industriale esistono già, quella che finora è mancata è stata la volontà politica di farlo. Una soluzione immediata potrebbe essere quella di utilizzare l’impianto del consorzio di bonifica per portare l’acqua fino al depuratore consortile della zona industriale che attraverso la propria condotta lunga un chilometro potrebbe sversare il refluo in mare aperto. Chiediamo che la soluzione a questo problema venga messa al primo punto nell’agenda politica dell’amministrazione.
Tragica e paradossale la situazione di Augusta, il secondo comune della provincia per abitanti e dove insiste uno dei più grandi porti industriali del Mediterraneo. La vicenda della mancata realizzazione del sistema di depurazione delle acque reflue della città, oggetto anche di un’inchiesta in corso della Procura siracusana, si trascina da quasi 30 anni. Dice Enzo Parisi di Legambiente Augusta: “Gravissime sono le responsabilità della politica e di una burocrazia inetta e complice dello sfascio ambientale. Neppure il commissario nominato dal Governo oltre un anno fa, nonostante i fondi necessari siano da gran tempo disponibili, è stato finora in grado non solo di avviare le opere ma neppure di chiarire qual è ad oggi lo stato delle cose. Il risultato rimane che, mentre si approssimano le pesanti sanzioni che sono state comminate dalle UE, 40.000 persone continuano a sversare in mare le loro acque di fogna e gran parte della splendida costa megarese è preclusa alla fruizione ed alla balneazione”. Nella speranza di sbloccare questa incresciosa situazione Legambiente, le organizzazioni sindacali ed altre associazioni hanno costituito ad Augusta il comitato “Smuoviamo le acque” e, come primo atto, chiesto al Prefetto di intervenire nella vicenda.

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