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Siracusa, Giornata Nazionale del Mutilato: Zappulla “garantire tutela alle vittime del lavoro e alle loro famiglie”


Giuseppe Zappulla Siracusa Times

News Siracusa: anche il deputato nazionale del PD, Pippo Zappulla, ha aderito alla 66° edizione della giornata ANMIL Siracusa- Ragusa. “Siamo oggi alla 66a edizione di una giornata diventata momento fondamentale per parlare di sicurezza sul lavoro – ricorda Zappulla.  Oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di chi ha perso la vita nello svolgimento della propria professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore”.

L’On. prosegue illustrando dei dati allarmanti relativi agli incidenti sul lavoro in Italia: “negli ultimi cinque anni, in Italia, si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro che hanno provocato quasi 200.000 invalidità permanenti e oltre 7.000 morti, e per sottolineare una volta di più che uno Stato civile non può permettere che si creino situazioni discriminanti tra i cittadini, ma deve anzi operare perché qualsiasi barriera venga eliminata e l’handicap, che esiste soprattutto in relazione alle difficoltà che un disabile incontra, tenda a scomparire. Promuovere e sostenere ogni azione e provvedimento che agevoli l’inserimento nella società e nel mondo del lavoro dei soggetti diversamente abili”.

“La parola d’ordine deve essere lotta al sommerso, per sconfiggere le morti bianche e prevenire gli infortuni sul lavoro. Occorre creare un modello in grado di prevenire, meglio di quanto accada oggi. Repressione nei confronti dei trasgressori da una parte, anche con misure straordinarie, ripristino di diritti dei lavoratori e soprattutto consapevolezza negli stessi che un diritto può essere tale”.

Zappulla prosegue portando in evidenza la situazione attuale: “in una fase storica caratterizzata da una straordinaria modernizzazione e velocizzazione dei processi produttivi e degli strumenti della conoscenza e della partecipazione civile e sociale, viviamo non solo nel nostro Paese un’apparente e paradossale regressione sul piano della cultura dei diritti del lavoro, al punto di veder rispuntare le forme più odiose di organizzazione, sfruttamento e umiliazione di alcune categorie di lavoratori, nella sostanziale indifferenza o inerzia delle istituzioni. Per usare una metafora potremmo dire che nell’era della rete e della comunicazione in tempo reale, assistiamo alla comparsa di catene per nuove forme di schiavitù”.

“Dobbiamo unire le forze per non disperdere energie in un Paese distratto e soffocato da una grave crisi economica che potrebbe indurci a diventare indulgenti verso un meccanismo deleterio e pericoloso che vede progressivamente abbassare l’asticella dei diritti; il bisogno di lavoro è forte e il rischio di perderlo potrebbe portarci ad accettare condizioni incivili pur di lavorare e sopravvivere”: conclude.

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