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Siracusa, Fontana di Diana abbandonata. Alternativa Libera: “pronti a lanciare una campagna di raccolta fondi”


Fontana di Diana Siracusa TimesNews Siracusa: la Fontana di Diana abbandonata, tra lavori di restauro mai avviati e la mancanza di fondi. Una soluzione c’è e parte dai cittadini che per veder risplendere uno dei simboli di Siracusa, ha deciso di mettere di tasca propria i soldi per avviarne il ripristino. E’ questa in sostanza la nuova proposta di Alternativa Libera Siracusa.

“Lo scorso 4 gennaio chiese alla Soprintendenza ai Beni Culturali quale fosse lo stato dei lavori per il ripristino della Fontana di Diana. Alcuni turisti immortalano la fontana rimanendo basiti. Abbiamo ricevuto puntuale risposta il 17 gennaio- spiega Salvatore Russo, presidente di Alternativa Libera Siracusa – . Nel documento si evince che: “Allo scopo, il Museo Paolo Orsi avrebbe messo a disposizione personale e laboratorio di restauro propri per eseguire i lavori essenziali”. A questo punto l’amministrazione comunale, proprietaria del monumento risponde che “Aspettiamo che la Sovrintendenza ci faccia avere il progetto per l’intervento di restauro. Prima di compiere qualunque passo dobbiamo sapere quali sono i costi dei lavori”.
A questo punto, prendendo atto che se non ci fossimo interessati noi di Alternativa Libera Siracusa probabilmente sarebbero passati altri mesi lanciamo noi la nostra proposta per fare incontrare i 2 interlocutori, Soprintendenza e Comune, dato che pare essi lavorino in 2 camere stagne.
Per risolvere il problema della mancanza di un progetto di restauro chiediamo alla Soprintendenza, tramite il restauratore che metterebbe a disposizione di stimare i costi del materiale, dato che la manodopera è a costo zero. Aggiungiamo che ci risulta che il monumento sia fatto in cemento per cui stimiamo dei costi non troppo elevati. Per risolvere il problema della mancanza di fondi per coprire i costi, che ricordiamo dovrebbero essere solo l’acquisto del materiale, quindi del cemento, siamo pronti da domattina a lanciare una campagna di raccolta fondi. Capiamo bene che – conclude Russo –  la burocrazia a volte è molto, troppo, lenta e per questo ci piace essere il mezzo per far dialogare le istituzioni tra loro”.

 

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