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Siracusa. Flai Cgil: criticità nell’agricoltura, se ne è discusso nel corso di una conferenza stampa


News Siracusa: <<L’agricoltura siracusana fa i conti con una serie di irregolarità contrattuali che penalizzano non solo i lavoratori, ma anche le aziende che rispettano le paghe contrattuali (che così subiscono concorrenza sleale), posto comunque che il contratto integrativo provinciale è scaduto da due anni >>. Esordisce così Mimmo Bellinvia, segretario generale della Flai Cgil di Siracusa, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa, nel saloncino della Cgil.

<<<Le maggiori irregolarità sono riscontrabili nell’area sud della provincia, da Cassibile fino al confine con Ragusa>>, prosegue Bellinvia.

<<Abbiamo anche provato a trovare accordi con alcune aziende per un rientro graduale e riallineamento negli anni, ma nonostante i nostri continui contatti, non abbiamo poi ricevuto alcun segnale.  Le imprese agricole in questa zona della provincia sono oltre 1.000, di queste circa 300 sono medio-grandi, ma nessuna ha prodotto miglioramenti salariali. Nella zona i salari oscillano intorno ai 33 euro per gli immigrati per 8,9,10 ore giornaliere; per i lavoratori italiani dai 38 ai 40 euro per 8-9 ore giornaliere. Le donne – rincalza amareggiato Bellinvia – sono costrette a lavorare nei magazzini per 10-14 ore al giorno, per una paga effettiva di 4/5 euro l’ora e come se non bastasse vengono dichiarate all’Inps con inquadrature contrattuali di 1° o 2° livello al massimo. Solo alcune ditte rispettano il contratto nazionale nel minimo tabellare, che nella stragrande maggioranza delle volte non supera comunque il 2° livello. Esistono poi molte aziende che dichiarano all’Inps paghe 1° livello (che per contratto deve essere usato solo per i lavoratori che per la prima volta lavorano in agricoltura non più di  51 giorni) per lavoratori iscritti da decenni in agricoltura. In alcune aziende, ai lavoratori vengono fatte pagare le spese sostenute per la compilazione di buste paga, Cud, dichiarazione aziendale, contributi previdenziali, che invece dovrebbero essere a carico dei datori di lavoro. Tutto questo, oltretutto, sotto ricatto: “se non accetti, ti licenzio”.  I lavoratori (di Pachino e Rosolini) che lavorano in aziende che operano nel ragusano percepiscono il salario di piazza di quella provincia, che va da 33 a 36 euro. per 9 ore giornaliere. Insomma, un mare magnum di irregolarità, a cui come Flai Cgil stiamo cercando di porre rimedio provando a invertire la rotta sia prendendo contatti con le aziende, sia informando i lavoratori. A Pachino e Rosolini, inoltre, stiamo aprendo uno sportello a disposizione di tutti i braccianti agricoli, anche i migranti. Per questi ultimi, inoltre, abbiamo organizzato una serie di corsi per l’apprendimento della lingua italiana, uno dei passaggi essenziali per l’ottenimento del permesso di soggiorno a lunga durata>>.  Lo sportello sarà operativo grazie al partenariato con il CISVI E con l’associazione ALBERO DELLA VITA .

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