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Siracusa. Festival “Le vie dei Tesori”: il carcere Borbonico si mostra al pubblico dopo vent’anni, inaugurata la biblioteca di Vittorini


Siracusa. Elio Vittorini amava rinchiudersi nella sua biblioteca privata, dove conservava le sue lettere, i suoi volumi, i ricordi. Un’immersione nel mondo dello scrittore di “Conversazione in Sicilia”, scoprendo il suo mestiere di traduttore. Lo studio di Vittorini, che neanche ventenne lasciò Siracusa, è stato ricostruito con i mobili originali nella biblioteca intitolata allo scrittore, che aprirà i battenti della nuova sede di via Brenta proprio in occasione dello sbarco a Siracusa de Le Vie dei Tesori, il festival nato a Palermo 11 anni fa e che da quest’anno si allarga alle città di Siracusa, appunto, Messina, Caltanissetta ed Agrigento. Due interi weekend – da domani (15 settembre) a domenica, poi dal 22 al 24 settembre – per scoprire 28 luoghi inediti o poco conosciuti. A cominciare da quel Carcere ottocentesco voluto dai Borbone, che mette allo scoperto le sue celle, i corridoi, gli antri, e tiene vivo il dibattito sul sistema detentivo introdotto dai governanti del Regno delle Due Sicilie.

Un altro tesoro aperto sarà il Palazzo arcivescovile, ma qui la sorpresa sarà doppia anzi tripla: nel sito si potranno infatti visitare sia la delicata Cappella Sveva, usata in passato anche come legnaia; che la pressoché sconosciuta Biblioteca Alagoniana con la sua preziosa collezione di codici miniati greci, latini e arabi, incunaboli, autografi e monete antiche; che il carcere vescovile fondato dal vescovo Giovanni Antonio Capobianco a cui pare si debba anche la prima tipografia della città. E sempre a Siracusa, ma soltanto questo primo sabato (dalle 10 alle 17,30), sarà visitabile anche il miqveh, il bagno ebraico più antico d’Europa.  Ma la città è anche molto altro: dai fiumi, alle catacombe, ai miti greci alle chiese barocche: li si scoprirà anche grazie al supporto dell’Assessorato regionale ai Beni culturali e alla collaborazione di tutte le istituzioni del territorio.

Sono soltanto alcune delle storie che verranno raccontate da Le Vie dei Tesori, che martedì scorso ha ricevuto a Roma l’apprezzamento del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. I ventinove luoghi scelti diventeranno protagonisti degli storytelling: perché la formula del festival – che ha Palermo l’anno scorso ha fatto accorrere 215 mila visitatori con una ricaduta economica sulla città di circa 2 milioni e mezzo di euro – è proprio questa: creare una rete tra i siti noti o poco conosciuti o addirittura inediti, e “raccontarli” tramite le visite guidate dei volontari, reclutati tramite il corso di Architettura dell’Università di Catania (sede di Siracusa). Per ogni visita si pagherà 1 euro (acquistando on line i carnet da 5 o 10 luoghi) o 2 euro sul posto, acquistando i biglietti nei tre HUB nella città: all’ex convento del Ritiro (via Mirabella); all’Artemision (ingresso da Piazza Duomo) e alla chiesa del Carmine (piazzetta del Carmine).

E a Siracusa verranno anche organizzate le ormai famose “passeggiate” de Le Vie dei Tesori: in questo caso possono già essere prenotati tre tour naturalistici tra la riserva del fiume Ciane e le Saline (sabato 16 e 23 settembre alle 10,30, e domenica 24 settembre alle 16) e una passeggiata urbana alal ricerca delle icone votive di Santa Lucia nel cuore di Ortigia (sabato 16 e 23 settembre alle 17, domenica 17 e 24 settembre alle 10,30). Domenica (17 settembre) alle 18 si presenta anche “Tu che indovinavi Beethoven”, romanzo dell’avvocato e scrittrice Concita Gallo, presente Pucci Piccione.

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