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Siracusa: estorsioni e sodalizi mafiosi. Svelata dalla Giustizia la “sceneggiatura” della criminalità siracusana


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News Siracusa: un uomo vittima di atti intimidatori incrociati da due gruppi mafiosi aretusei: il clan “Santa Panagia” da una parte e il “Bottaro-Attanasio” dall’altra. Nella più classica trama di uno spaghetti-western si avvolge la fitta macchinazione di estorsioni con metodo mafioso, scoperta attraverso un’attività di indagine denominata “Amico Buono” e che ha portato all’arresto di Maurizio Bianchini, 51 anni, considerato legato al clan Bottaro-Attanasio; mentre viene posto in stato di fermo Davide Pincio, 42 anni, presunto organico al clan Santa Panagia.

La curiosa denominazione dell’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, è anche il motivo che ha avviato le indagini. Due atti intimidatori vengono perpetrati nell’ultima settimana di dicembre 2014 a carico di un panificio nella zona nord del capoluogo. In entrambe le occasioni, il titolare del panificio aveva rinvenuto dinanzi la saracinesca dell’esercizio commerciale una bottiglia contenente liquido infiammabile ed un biglietto con su scritto: “Trovati un Amico…”. E “l’amico” sarebbe stato Maurizio Bianchini, che non avrebbe tardato a manifestare la sua amicizia al titolare del panificio. In realtà Maruzio Bianchini si limitava a fare da intermediario e, inoltre, pare che il criminale ha cercato di mediare con “i suoi capi” una cifra ragionevole da  far sborsare  alla povera vittima. In un primo momento gli erano stati “chiesti” 10 mila euro, poi la somma è scesa a “soli” 800 euro validi per una prima parte del pagamento.

Ieri mattina, il giorno della riscossione, avvenuta nel locale di ristorazione di proprietà di  Maurizio Bianchini ma erano presenti anche le microspie e le telecamere nascoste dei Carabinieri, che hanno registrato tutto.

Inoltre, secondo le ricostruzioni investigative, dietro il reato di estorsione si cela qualcosa di molto più grande. Pare, infatti, che la somma pattuita doveva essere destinata a Davide Pincio, scarcerato a fine settembre 2014 ed attuale reggente del sodalizio criminale denominato “Clan Santa Panagia”. In quanto mandante della richiesta estorsiva, Davide Pincio è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

Entrambi gli uomini, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale “Cavadonna” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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