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Siracusa: emergenza disoccupazione, dalla zona industriale il segnale piú indicativo e critico


Disoccupazione siracusa timesNews Siracusa: i lavoratori edili della zona industriale rivolgendosi ai Segretari Generali CGIL CISL UIL, alle Segreterie Confederali CGIL CISL UIL, ai segretari di Categoria Settore Industria di CGIL CISL UIL ed agli RSU/RSA della zona industriale sottolineano come la situazione occupazionale della nostra provincia sia ormai al collasso. Non si osservano infatti reali segnali di ripresa.

Siracusa è al penultimo posto per il tasso di occupazione in Sicilia, è tra le 5 regioni peggiori in Italia con una percentuale di disoccupazione media che nel primo trimestre 2015 ha superato il 25%. La burocrazia continua a tenere il settore edile con il freno a mano tirato. Gli addetti si sono ridotti di due terzi in 7 anni e le insufficienti risorse a disposizione per opere ed infrastrutture non bastano a risolvere neanche in parte i danni prodotti da quasi due anni di crisi.

Ma è dalla zona industriale che arrivano i segnali più sconfortanti dove il numero degli addetti del settore edile sono ridotti all’osso ed i pochissimi investimenti annunciati non partiranno, nella migliore delle ipotesi, prima della fine del 2016.

La classe politica del nostro territorio si è dimostrata incapace di attuare una nuova ed efficace soluzione. Non hanno saputo, ad oggi, dotare il territorio di un serio ed innovativo progetto di rilancio e di sviluppo.

I lavoratori colpiti dalla crisi dichiarano: “Non possiamo aspettare rischiando di vedere spegnersi l’ultima fiamma di speranza”.

Ed affermano inoltre: “E’ arrivato il momento di lanciare una piattaforma unitaria per il rilancio della zona industriale che tenga conto principalmente dei bisogni e delle esigenze di tutti i lavoratori. Abbiamo bisogno di essere uniti negli intenti, nella proposta e se necessario anche nella lotta. Proponiamo una grande assemblea dei quadri e dei delegati della zona industriale come punto di partenza, non solo per porre la questione al centro dell’attenzione politica ma anche per raccogliere idee e proposte di rilancio contrattuale ed industriale per uscire dalla crisi.

Non possiamo aspettare un minuto di più. Non possiamo aspettare che, inesorabile, continui la chiusura delle aziende dell’indotto. La nostra iniziativa deve avere cassa di risonanza anche a Palermo e a Roma, luoghi in cui decidono il nostro futuro e dove dobbiamo fare arrivare la nostra voce.

La nostra unità sarà il punto di partenza per avere la certezza di giocarci questa partita con determinazione”.

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