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Siracusa, emergenza degrado ai “Villini”: «insetti e spacciatori sono i padroni assoluti del Foro Siracusano»


lo scatto rappresenta una delle foto inviate dalla segnalazione di Evoluzione Civica, Movimento Popolare Artigiani e Commercianti, sullo stato di degrado dei “Villini” a Siracusa

News: zanzare, mosche, scarafaggi, zecche e spacciatori di sostanze stupefacenti sono i padroni assoluti del Foro Siracusano. I “Villini”, uno dei luoghi simbolo del centro storico di Siracusa, vivono una grave situazione di degrado che adesso viene denunciata dal Movimento Popolare Artigiani e Commercianti e da Evoluzione Civica. A parlare è Ivano Serenari, segretario del Movimento Popolare  Artigiani e Commercianti, e gestore della storica gelateria all’interno dei giardini pubblici che da decenni ospitano il parco giochi per bambini.

«Sono proprio i più piccoli le vittime sacrificali di questo degrado perché più deboli e maggiormente sensibili agli attacchi degli insetti – esordisce Serenari – a partire dalle zanzare. In più occasioni ho dovuto soccorrere le mamme fornendo loro prodotti medicali a base di cortisone per alleviare i postumi delle punture di zanzare e mosche ed altri insetti che infestano la zona».

La presenza degli insetti nell’area vede più importante del centro storico di Siracusa è favorita dalle erbacce oltre che dalla sporcizia, in una zona in cui non è stata adottata nessuna azione disinfestante o, comunque, nel caso ci sia stata, non è certamente risultata sufficiente. «Ad aggravare la situazione c’è pure la presenza costante di spacciatori di sostanze stupefacenti e di giovani e assumono droghe – aggiunge il Segretario del Movimento Popolare Artigiani e Commercianti – che fa il paio con il bivacco al limite dell’emergenza sanitaria di clochard e immigrati probabilmente irregolari. Presenze inquietanti, soprattutto nelle ore serali, che mettono in apprensione e in alcuni casi in fuga le famigliole di turisti e di siracusani che vengono qui a trovare un po’ di relax e refrigerio dalla calura estiva». Per il commerciante che opera da decenni nel Foro Siracusano, si tratta di una situazione di degrado che non si vedeva da trent’anni, aggravata dal fatto che a fare da cornice a questa zona abbandonata ci sono le buche ed il manto stradale accidentato di Corso Umberto (come si evince dalle foto allegate).

«In più occasioni abbiamo chiesto l’intervento delle pattuglie di polizia e carabinieri – aggiunge Ivano Serenari – ma i risultati dei loro interventi hanno conseguenze temporanee davvero risibili. Occorre urgentemente un intervento strutturale serio di controllo del territorio, di pulizia e di disinfestazione dell’area verde».
In molti dimenticano che il Foro Siracusano conserva ancora i resti dell’Agorà, prima greca e poi romana. «Si tratta di un luogo storico visitato dai turisti provenienti da ogni parte del pianeta e che rappresenta da oltre duemila anni il punto di incontro tra Akradina e Ortigia – sottolineano Danilo Russo e Gaetano Penna, rispettivamente presidente del Movimento Popolare Artigiani e Commercianti e segretario politico di Evoluzione Civica – ma lo stato di degrado in cui versa in questi ultimi anni rischia di farlo diventare il pessimo biglietto da visita della nostra città. Tanto che ogni tentativo di recupero, di cui comunque l’amministrazione comunale dovrà farsi carico, rischia di essere tardivo come attestano i commenti che i viaggiatori postano sul più importante dei social dedicati al turismo, ovvero Tripadvisor»

«Mi è capitato più volte di passare da questo posto.. ahimè non ho visto tanti miglioramenti. Quel che doveva essere, un tempo, il centro della città, il foro, adesso è lasciato al degrado; risulta difficile scorgere persino l’opera. Un vero peccato» 1988-P «All’interno sono visibili(nonostante l’incuria!) i resti di un portico di età imperiale, di cui sono state rialzate tre colonne in marmo, unica testimonianza diretta dell’antico foro. Sul lato meridionale è visibile un tratto della strada romana lastricata a basole che costituiva l’asse principale. Oltre l’incuria, sono da segnalare le rare aperture al pubblico».

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