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Siracusa, disoccupazione giovanile e cambio pensioni: mobilitazione sindacale per sabato prossimo davanti alla Prefettura


volantini_mobilitazione -siracusatimesNews Siracusa: disoccupazione, i dati sono sempre più allarmanti e i segnali peggiori si registrano dal settore giovanile. E lo slogan della Uil parla chiaro: “Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani”.  Questa frase è anche il pensiero che animerà le organizzazioni sindacali che, sabato prossimo a Siracusa, saranno pronte a scendere ancora in piazza per una nuova mobilitazione. Il corteo avrà inizio da piazzale Marconi intorno alle 9 e proseguirà lungo corso Umberto e corso Matteotti per concludersi poi in piazza Archimede davanti la sede della Prefettura.

“Incontreremo il prefetto Gradone – ha detto il segretario generale della Uil, Stefano Munafò che questa mattina ha incontrato i segretari di categoria nella sede di via Arsenale in vista della manifestazione di sabato – e consegneremo un documento insieme con Cgil e Cisl: faremo presente la necessità di modificare la legge Fornero che ha bloccato la rotazione fra chi va in pensione e chi potrebbe subentrare, aumentando di fatto la disoccupazione giovanile”.

“Per questo scendiamo nuovamente in piazza: si tratta – ha proseguito il segretario generale – di una manifestazione nazionale che programma una serie di iniziative a livello territoriale e noi a Siracusa abbiamo deciso di fare un concentramento per dare forza a questo documento. Speriamo che dalle successive richieste del prefetto, il Governo possa convocare le parti per risolvere questi problemi”.

Dunque disoccupazione che si mantiene alta e con dati davvero allarmanti: “la disoccupazione rimane altissima – ha detto ancora Stefano Munafò –, siamo al di là del 50% in Sicilia, mentre a Siracusa questo dato ha superato il 22%; ma per me questi numeri non sono reali perché arrivano dall’Ufficio del Lavoro nella cui lista dei disoccupati, molti non sono iscritti. Si tratta di dati falsati anche a causa degli ammortizzatori sociali perché questi ti danno una percezione del lavoro che non esiste”.

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